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Morì a diciassette anni in ospedale: nuovi accertamenti

valentina colNON C’È ancora una data, ma è sicuro che i nuovi accertamenti sulla morte di Valentina Col, la ragazzina romana di 17 anni deceduta il 25 agosto del 2013, avverranno in sede di incidente probatorio. E’ quanto chiesto dal legale della famiglia Col, l’avvocato Patrizio Alecce, al pubblico ministero che ha fatto sua l’istanza e l’ha girata al gip Valeria Montesarchio. All’inizio del mese lo stesso giudice aveva accolto l’opposizione all’archiviazione presentata dal precedente sostituto Laura D’Amelio per nove dei dieci medici finiti sotto inchiesta. Soltanto per il radiologo di Vallo della Lucania che l’aveva visitata dopo la caduta in spiaggia alcuni giorni prima della morte, il giudice ha accolto l’archiviazione. Per i medici orbetellani, invece, le indagini vanno avanti. I genitori di Valentina non si sono mai arresi. Hanno sempre chiesto giustizia. Di sapere come è possibile che una ragazza di 17 anni, atleta e sana sia potuta morire così, senza poter fare niente.

CON L’ISTANZA di incidente probatorio, l’avvocato Alecce ha chiesto la verifica di alcuni punti focali. A cominciare da una valutazione adeguata della scheda sul rischio tromboemolitico. «Quanto riportato nella cartella clinica — ha spiegato il legale — non ci convince. Secondo il nostro consulente, infatti, in base agli accertamenti riportati, era un valore vicino a 3 e non a 0,5. Quando è superiore a 2,5 deve essere seguita una profilassi specifica che non è stata attivata». Ma non solo questo. «Non ci convince anche il monitoraggio — aggiunge l’avvocato Alecce — che è stato eseguito sulla paziente. Con una frequenza non idonea ai problemi che aveva mostrato Valentina. Per finire, a nostro parere ci sono valutazione omesse su determinati esami clinici effettuati».

UN ELENCO sostanzioso di cose da approfondire. In contraddittorio tra le parti. Il tribunale, quindi, dovrà nominare alcuni periti che insieme ai consulenti delle parti analizzino meglio i documenti che hanno accompagnato la morte della giovane pallavolista romana. Si dovrà lavorare essenzialmente sui documenti e sulle cartelle cliniche. Dopo il funerale, infatti, il corpo di Valentina è stato cremato, non sarà quindi possibile una riesumazione. Sembra però che nel corso dell’autopsia alcuni organi siano stati trattenuti. Circostanza che potrebbe permettere anche l’esecuzione di ulteriori approfondimenti. Valentina sarebbe stata uccisa da un’embolia polmonare. La giovane atleta aveva cominciato ad accusare i primi dolori dopo una caduta sulla spiaggia, il 14 agosto. Poi la radiografia in una clinica di Vallo della Lucania e alla fine il ricovero a Orbetello, dove la mattina del 25 agosto è morta.

Cristina Rufini

Grosseto, 30 ottobre 2014

La Nazione

LCSO

Trovato morto giovane di 17 anni

fiore spiaggiaLo hanno trovato morto stamattina. Se ne è andato giovanissimo il ragazzo di 17 anni rinvenuto stamani a Ponte a Presale, una piccola località all’interno del comune di Sestino.

Il minorenne si trovava in una comunità in Valtiberina. Forse alle origini del decesso potrebbe esserci una overdose. Il ragazzo era originario delle Marche e ospite di una comunità di minori. E’ morto in seguito ad un arresto cardiaco. Per soccorrerlo sono intervenuti gli operatori del 118 ed è stato attivato l’elisoccorso della Romagna, poi fatto rientrare prima di atterrare. Sul posto anche i carabinieri.

Arezzo, 30 ottobre 2014

La Nazione

LCSO

Si accascia in fabbrica davanti ai colleghi: operaio muore a 38 anni

rosaSi accascia a terra e muore mentre è al lavoro in fabbrica. Aveva trentotto anni Fabio Donnini, operaio residente a Castelfidardo che stamattina attorno alle 10 è spirato nell’azienda dove lavorava, la Bipiemme in via Brecce a Villa Musone di Loreto, ditta che produce circuiti stampati.

All’improvviso il 38enne si è sentito male. E’ caduto a terra davanti agli occhi attoniti dei suoi colleghi che in preda alla disperazione hanno subito chiamato i soccorsi. Vano l’intervento dei sanitari giunti a sirene spiegate dal vicino ospedale Osimo: l’operaio è morto poco dopo. Sul posto anche una pattuglia dei carabinieri della stazione locale. All’inizio si pensava a un fatale incidente sul lavoro ma la causa della morte del fidardense è stata del tutto naturale. Donnini lascia nel dolore la giovane moglie e una città intera a piangerlo.

(Ancona), 30 ottobre 2014

Il Resto del Carlino

LCSO

Raffiche per indurre a pagare, 2 arresti

Carabinieri, posto bloccoDue uomini, entrambi residenti in Puglia, sono stati arrestati stamani dai Carabinieri di Potenza con l’accusa di aver intimidito, con metodo mafioso – sparando decine di colpi con una mitraglietta calibro 9 – due aziende di Lavello e Melfi allo scopo di estorcere denaro ai loro proprietari. Gli attentati sono cominciati nell’aprile scorso.
L’operazione è stata chiamata “Uzi”, con riferimento all’arma da guerra utilizzata dagli attentatori. In corso anche diverse perquisizioni.

POTENZA, 30 OTT

Ansa

LCSO

Caldaie, scatta il conto alla rovescia. Tutti gli adempimenti da assolvere

caldaiaINIZIA il freddo e dal primo novembre è possibile accendere il riscaldamento. Che siano caldaie nuove o vecchie, sul territorio comunale di Firenze il responsabile dell’impianto ha l’obbligo di provvedere con cadenza biennale ai controlli di efficienza energetica. Ogni due anni il tecnico abilitato dovrà presentare un autocertificazione al Comune e rilascerà un bollino che sarà apposto sulla caldaia.

Per le caldaie murali da appartamento, inferiori a 35 kilowatt, è necessario versare direttamente al manutentore il contributo di autocertificazione, pari a 10 euro. Chi non adempie all’obbligo, lo fa a suo rischio e pericolo, mettendo a repentaglio non solo la propria sicurezza e la propria salute. Maggiore infatti sarà l’impatto ambientale e maggiori i consumi (e costi) energetici. Inoltre, nel caso di verifica, il responsabile dell’impianto dovrà pagare l’onere per le verifiche che vengono effettuate per il Comune di Firenze dalla Multiservice, l’azienda che ha vinto l’appalto fino al 31 dicembre 2015.

NEL CASO di caldaia inferiore a 35 kilowatt, in assenza di autocertificazione si pagano 100 euro e, secondo la potenza, dai 130 ai 300 euro per gli impianti superiori ai 35 kilowatt. Le verifiche della Multiservice vengono fatte a campione e d’ufficio e coinvolgono sia il responsabile dell’impianto, sia l’impresa che di solito effettua la manutenzione. Oltre all’autocertificazione, è importante far controllare la caldaia ogni anno, o secondo la cadenza indicata nel libretto d’impianto. La materia è comunque in evoluzione. «Siamo in una fase transitoria. Il decreto del Presidente della Repubblica numero 74 del 2013 – spiega infatti Antonio Chiappini, responsabile provinciale e regionale per l’impiantistica e le costruzioni di Cna – introduce delle novità, passando le competenze dalle Province alle Regioni. La Regione Toscana dovrà dunque disciplinare la normativa, con un regolamento relativo al controllo degli impianti termici e di climatizzazione. La cosa positiva, comunque, è che ci aspettiamo un’omogeneizzazione dei costi dell’autocertificazione per l’utente, che oggi sono invece diversi da Comune a Comune». Con la nuova normativa si prevede anche che i controlli di efficienza energetica vengano effettuati non più ogni due ma ogni quattro anni, anche se la Regione ha la facoltà di decidere eventualmente di mantenerli biennali. Sarà inoltre costituito un catasto regionale degli impianti. Oggi non tutte le caldaie, infatti, sono censite. Nel Comune di Firenze ne esistono circa 135mila, ma molte sono quelle di cui non si conosce l’esistenza. Secondo le stime, ce ne sarebbero almeno 35mila ancora “fantasma” e per questo la Multiservice ha invitato gli stessi installatori e manutentori a segnalare gli impianti non censiti.

ALTRA NOVITÀ, in vigore dal 15 ottobre scorso, è il nuovo libretto di impianto e di climatizzazione, che viene rilasciato con la caldaia. Se l’impianto è esistente, il nuovo libretto, che si può comprare da soli da Buffetti o scaricato da internet, va allegato a quello vecchio. E’ più completo (ha circa una quarantina di pagine), e va riempito dal tecnico abilitato. Essendo così complesso, con tante schede da compilare, il rischio è che un intervento sull’impianto finisca col durare più a lungo, con conseguente aumento dei costi di manutenzione.

Monica Pieraccini

Firenze, 30 ottobre 2014

La Nazione

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