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L'agente ha esploso cinque colpi di pistola dopo aver bloccato la Golf venerdì sera nelle vie di Stagno. L'autista è stato trovato e arrestato per ten...

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Bambino sieropositivo cacciato dal villaggio, la protesta sul Web

Il caso di un bambino sieropositivo di otto anni minacciato di essere cacciato dal suo villaggio ha...

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Un uomo di 42 anni di Nardo' (Lecce) e' stato arrestato dai poliziotti del locale commissariato con l'accusa di tentato omicidio. La sera de...

Bambino sieropositivo cacciato dal villaggio, la protesta sul Web

bambino1 Il caso di un bambino sieropositivo di otto anni minacciato di essere cacciato dal suo villaggio ha suscitato oggi una levata di scudi sui siti di comunicazione sociale cinesi. Circa 200 abitanti del villaggio di Shufangya nella provincia del Sichuan (Cina del sudovest) hanno firmato la petizione che chiede l’allontanamento di Kunkun, questo il nome del bambino, per «proteggere la salute» degli altri residenti.

I media cinesi riferiscono che anche il nonno del bambino, che lo ha in custodia, ha firmato la petizione. Kunkun avrebbe contratto il virus del Hiv, che provoca l’Aids, dalla madre, che è sparita. Anche del padre non si hanno notizie da alcuni anni e il bambino è rimasto dal nonno, che non appare felice di occuparsi del nipote.

«Nessuno vuole giocare con me, sono sempre solo», ha dichiarato il bambino secondo il sito web del Quotidiano del Popolo. «È un innocente, non è che un bambino, ha affermato il capo del Partito Comunista del villaggio, Wang Yishu. «Però, si tratta dell’Aids, una cosa che fa troppa paura», ha aggiunto.

Migliaia di persone sono intervenute sui siti di comunicazione, in maggioranza criticando severamente i firmatari della petizione. «Come è possibile che nessuno si sia occupato di lui in passato?», si chiede un internauta. «Perché i cinesi non sono abbastanza educati e sono preda dell’ignoranza e del panico», ha risposto un altro.

Secolo XIX

Tunisino tenta aggressione contro carabiniere, lui spara e lo uccide

carabiniereDurante un controllo nella sua abitazione, dove era stata segnalata la presenza di droga, l’uomo ha minacciato con un coltello il militare, che per difendersi ha esploso un colpo di pistola mirando alle gambe. Ma il proiettile ha reciso l’arteria femorale dell’aggressore, morto dissanguato nonostante soccorsi immediati. Trovati in casa tre etti di cocaina

Un tunisino, di cui non si conoscono ancora le generalità poiché sembra che fosse privo di documenti, è morto oggi pomeriggio ad Alba Adriatica, in provincia di teramo, raggiunto da un colpo di pistola sparato da un carabiniere. Pare che l’uomo intendesse aggredire il militare con un coltello. Il carabiniere ha sparato mirando alle gambe per difendersi, recidendo l’arteria femorale del tunisino, morto per dissanguamento nonostante i soccorsi immediati, perché un’ambulanza era già sul posto. Il tunisino è morto durante il trasporto in ospedale. Nella sua abitazione sono stati trovati circa 300 grammi di cocaina. Sul posto il magistrato di turno della Procura della Repubblica di Teramo.

Secondo una prima ricostruzione, una pattuglia di carabinieri, in seguito all’informazione di una fonte confidenziale che segnalava la presenza della droga, si è presentata in una casa di Alba Adriatica. All’interno dell’abitazione c’erano due tunisini. Uno avrebbe finto un malore. Per soccorrerlo, è stata chiamata un’ambulanza del 118, spiegando così la presenza del personale paramedico già sul posto. L’altro tunisino è invece andato in cucina, uscendone subito dopo brandendo un coltello con il quale si sarebbe avvicinato a uno dei militari, minacciandolo e spingendolo, nel tentativo di farlo uscire dalla porta. E’ in questa fase che è partito il colpo dall’arma del carabiniere.

Repubblica

Poliziotto spara per bloccare l’auto che tenta di investirlo

pistola poliziotto poliziottiL’agente ha esploso cinque colpi di pistola dopo aver bloccato la Golf venerdì sera nelle vie di Stagno. L’autista è stato trovato e arrestato per tentato omicidio

Sparatoria nelle strade di Stagno per bloccare l’auto che ha tentato di investire un poliziotto che, insieme a una collega, la aveva appena bloccata. Alla fine l’autista che ha tentato di investire l’agente è stato individuato e arrestato, con la pesantissima accusa di tentato omicidio. Tutto è successo alle 22.15 di venerdì, quando una pattuglia della polizia in servizio a Stagno ha notato un’auto VW Golf con tre persone che sembravano dei nordafricani a bordo, procedere su via La Malfa in direzione di via Marx, e poi imboccare via F.lli Cervi in senso contrario di marcia.

A quel punto gli agenti hanno acceso il lampeggiante. A quel punto il conducente della Golf si fermava di colpo mentre il passeggero che era sul sedile posteriore apriva la portiera e, nonostante colpisse il cofano della Volante, scappava via scavalcando il cancello dell’abitazione all’angolo tra via F.lli Cervi e via Gobetti. Uno degli agenti, una poliziotta, si gettava allora al suo inseguimento, mentre il collega scendeva dall’auto per bloccare gli altri due, con la Golf che non poteva svoltare perché bloccata da una parte da un muro e dall’altra dalla volante del 113.

Ma allora l’autista della Volkswagen ha ingranato dapprima la retromarcia, poi però, dopo aver detto qualcosa in arabo col compare, è ripartito in avanti, tentando di investire l’agente. Il poliziotto allora ha estratto la pistola e e ha sparato cinque colpi contro la Golf, avendo però cura di mirare alle parti meccaniche, e in particolare alla ruota anteriore destra. I due riuscivano comunque ad allontanarsi, mentre l’agente si preoccupava di andare in aiuto della collega che era ancora nel cortile del caseggiato.

Ma la fuga della Golf è durata ben poco: le altre pattuglie accorse in zona la hanno infatti trovata poco dopo a ridosso dell’imboccatura della variante Aurelia, con la gomma forata dai proiettili.. Ma la caccia non si era ancora conclusa: grazie alle descrizioni dei tre uomini che erano nell’auto, una volante ha bloccato poco dopo in zona un magrebino corrispondente nell’aspetto alla descrizione del conducente. Lo straniero è stato così identificato per Driss Naanai, marocchino di 33 anni residente a Lari, che è anche risultato già coinvolto in problemi giudiziari per vari reati, in particolare legati allo spaccio di droga, che è stato riconosciuto dal poliziotto che aveva tentato di investire, e così arrestato per tentato omicidio. La Golf è poi risultata intestata a un marocchino residente in provincia di Pisa.

Il Tirreno

Assolti due agenti Bari arrestati 15 anni fa «Il fatto non sussiste»

toghe giustiziaBARI – La Corte di appello di Bari ha assolto perchè il fatto non sussiste l’ispettore di Polizia Francesco Tiani (pluridecorato e sindacalista del Siap) e il sovrintendente Marcello Cataldi, imputati per concussione. La sentenza è stata emessa al termine di una rocambolesca vicenda giudiziaria iniziata ben 15 anni fa e sulla quale la Corte di Cassazione, un anno fa, aveva annullato con rinvio la sentenza emessa dalla Corte di appello barese che aveva ritenuto i polziotti responsabili del reato di concussione.

Il processo era essenzialmente fondato sulle dichiarazioni accusatorie rese da un cittadino straniero che non ha mai voluto testimoniare in aula pur avendo sostato nei pressi del palagiustizia durante le udienze in cui lui risultava assente giustificato. Lo straniero aveva affermato che durante un controllo di polizia nel corso del quale Tiani e altro personale dell’Ufficio Volanti gli avevano sequestrato merce contraffatta, gli era stato sottratto denaro dagli stessi poliziotti.

Degli iniziali 13 capi di imputazione, ne rimase solo uno arrivato a sentenza in primo in cui tutti i poliziotti imputati vennero assolti, mentre in appello la sentenza fu ribaltata. La difesa, rappresentata dagli avvocati Francesco Paolo Sisto ed Enrico Buono, dopo aver ottenuto l’annullamento in Cassazione hanno ora avuto l’assoluzione piena in orte di appello a Bari. “Anche se con ritardo – afferma in una nota il segretario nazionale del Siap, Giuseppe Tiani – giustizia è fattta”.

Gazzetta del Mezzogiorno

Addio ai limiti di altezza per entrare nelle forze armate, approvata la legge alla Camera

Esercito: esercitazione bilaterale 'Roman Express'Addio ai limiti di altezza per chi vuole entrare nelle forze armate. Alla Camera è stata approvata, in via definitiva, la proposta di legge che prevede l’abolizione dei limiti di altezza per l’arruolamento nelle forze armate e nelle forze di polizia, introducendo parametri fisici connessi alla massa corporea.

Da oggi “l’idoneità verrà vista in maniera globale. E’ una decisione che non va ad inficiare l’efficienza delle forze armate ma dà invece risposta alle aspirazioni dei cittadini che vorranno servire la Patria anche se con altezze diverse dai minimi previsti”, dice all’Adnkronos il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi.

“Un ulteriore risultato del ministero della Difesa verso le legittime aspettative dei cittadini che dimostrano di amare la Patria”, aggiunge Rossi, spiegando che sarà emanato un regolamento entro sei mesi, attraverso il quale saranno definiti “i parametri di carattere generale che non vengono più vincolati dai limiti di altezza”.

Roma, 18 dicembre 2014
Adnkronos