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Criminalità: i carabinieri arrestano sei persone

carabinieriBari, 20 aprile 2014 – Si è concluso con sei arresti in flagranza di reato e due denunce un servizio straordinario di controllo del territorio effettuato dai carabinieri nelle ultime ore a Bari, finalizzato “a garantire la sicurezza delle principali piazze della città e prevenire e reprimere la commissioni dei reati contro il patrimonio e dello spaccio di droga”. Tra gli arrestati, due cittadini africani sono stati bloccati in piazza Umberto per lo spaccio di marijuana e due baresi sono stati catturati con la stessa imputazione in via Crisanzio e nel quartiere Madonnella. Le altre due persone sono state arrestate con l’accusa di rapina impropria in uno studio medico di viale Salandra e per violazione degli obblighi della sorveglianza speciale. (ANSA).

Pneumatici invernali da sostituire entro metà maggio. Si rischia una multa salata

pneumaticiMilano, 20 aprile 2014 – È arrivato il momento di tornare dal gommista. Il 15 aprile sono scadute le ordinanze che obbligavano la circolazione con le catene a bordo oppure con gli pneumatici invernali su diverse strade di tutta Italia. E chi ha scelto di montare le gomme invernali deve sostituirle entro metà maggio. Non si può infatti circolare d’estate con gli pneumatici M+S con codice di velocità inferiore a quello indicato sulla carta di circolazione. Chi lo fa rischia una multa da 419 a 1.682 euro.

In una nota Assogomma e Federpneus ricordano che è consentito, “nel periodo stagionale di riferimento”, l’uso di pneumatici di tipo M+S con codici di velocità inferiori rispetto a quelli riportati in carta di circolazione. Una deroga rispetto alla regola generale che prevede che gli pneumatici montati su un veicolo debbano sempre avere caratteristiche prestazionali uguali o superiori a quelle indicate in carta di circolazione. L’eccezione aveva dato luogo a interpretazioni diverse e a un uso generalizzato per tutto l’anno di questi pneumatici non di serie. Il Ministero dei Trasporti, con la circolare numero 1049 del 17 gennaio 2014, ha quindi chiarito che chi monta pneumatici di tipo M+S, con codice di velocità inferiore a quanto indicato in carta di circolazione, può viaggiare dal 15 ottobre al 15 maggio. Pertanto viene concesso un mese, prima e dopo la vigenza delle ordinanze, per effettuare il rimontaggio degli pneumatici di tipo estivo, ovvero con caratteristiche prestazionali di serie. Di conseguenza, a partire dal 16 maggio e sino al 14 ottobre, non è consentita la circolazione con pneumatici M+S con codici di velocità inferiori a quelli riportati in carta di circolazione: l’infrazione di riferimento comporta, non solo significative sanzioni pecuniarie (da 419 a 1.682 euro), ma anche il ritiro della carta di circolazione e l’invio in revisione del veicolo. Se invece il codice di velocità è uguale o superiore a quello indicato sulla carta di circolazione si possono tenere le gomme invernali. Anche se, “è sempre bene circolare con pneumatici idonei al periodo stagionale, cioè pneumatici invernali in inverno e pneumatici estivi in estate”, afferma Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma. “Così facendo si circola sicuri e si ottengono vantaggi significativi in termini di consumo di carburante e degli pneumatici stessi. Adesso è arrivato il momento di ripristinare il treno di gomme estive”.
Nella nota, Assogomma e Fedepneus tracciano anche un bilancio delle ordinanze che obbligano a circolare nel periodo invernale con le dotazioni adeguate. “Le ordinanze che regolano la circolazione con dotazioni invernali sono in vigore dal 15 novembre al 15 aprile, in tutta Italia salvo estensioni temporali”, si legge. “Non sono ammesse riduzioni. Questa omogeneità temporale fu introdotta dalla Direttiva ministeriale del 16 gennaio 2013, per consentire agli automobilisti di superare una sorta di “giungla” creata nell’arco di un paio d’anni. Fu un provvedimento fortemente voluto da tutti, automobilisti in primis, resosi necessario dall’entrata in vigore della Legge 120 del 2010 che introdusse la possibilità (non l’obbligo) per i proprietari delle strade di emanare ordinanze secondo le mutate norme del Codice della Strada. Infatti, nel nostro Paese è l’ente gestore dello specifico tratto stradale, che ha la facoltà di imporre o meno l’obbligo di circolare con dotazioni invernali: le province, l’Anas, i comuni, raramente le regioni e ovviamente i concessionari delle Autostrade. Dal 2010 a oggi, le ordinanze sono più che raddoppiate: per esempio il numero delle province coinvolte è passato da 25 a 53, su un totale di 110, nell’inverno appena trascorso. Si può quindi affermare che la metà delle province italiane ha adottato provvedimenti, per la circolazione in inverno, con equipaggiamento invernale (53 su 110), e che questi provvedimenti hanno coinvolto il 49 per cento della popolazione italiana. Nell’inverno 2013/2014, al folto numero di province che già avevano emesso ordinanze in passato, si sono aggiunte Bergamo, Udine, Livorno, Macerata e soprattutto Roma, con i suoi 4 milioni di abitanti. Fanalino di coda rimane inspiegabilmente Milano, che fu la prima Provincia italiana ad adottare l’obbligo di circolare con il corretto equipaggiamento in inverno, già nel 2010, a testimonianza dell’attenzione alla sicurezza stradale e alla mobilità sostenibile, ma che poi per problemi politici, a tutt’oggi l’ha congelata”.

Fonte Tgcom24

Sexy lavaggio dell’auto, tutti in coda

sexy lavaggioBresso, 20 aprile 2014 – Sexy ma non troppo, per piacere anche alle clienti. È la trovata, più simpatica che provocante, di un autolavaggio di Bresso, che da qualche giorno ha introdotto il sexy car wash. Due giovani ragazze danno il tocco finale alla pulizia dell’auto, asciugandola a ritmo di musica. Niente esibizioni sguaiate, nessuna nudità. E soprattutto la macchina torna pulita sul serio. L’idea è venuta al titolare di BeautyCar Monich Staropoli, che, giura, non lo fa per aumentare il giro d’affari: «Lavoriamo già abbastanza bene, era semplicemente una cosa che pensavo di fare da tanto tempo dopo averla vista in giro».

I clienti sembrano apprezzare: solo il secondo giorno 130 macchine lavate in una mattinata. «Qualcuno poi è tornato — ammette Monich —. Ma l’iniziativa non piace solo agli uomini: molte clienti mi hanno fatto i complimenti, divertite. Perché in fondo è molto soft». Le due modelle, poi, sono pagate e in regola mentre lavare l’auto con la sexy compagnia non costa un euro in più del normale. Non c’è spazio per le critiche, insomma, solo per la leggerezza. «Lo faremo tutti i finesettimana a partire dal 9 maggio».

Fonte Il Giorno

Preso a badilate per il parcheggio

carabinieri 2Cornaredo, 20 aprile 2014 – Quando gentilmente ha chiesto ai tre egiziani di parcheggiare meglio il loro furgone, non si aspettava una reazione così violenta. Lui non voleva discutere, né tantomeno litigare, aveva solo bisogno di spazio per scaricare la merce. Loro, invece, non hanno gradito quella richiesta e lo hanno picchiato con un badile. Più volte, fino a procurargli contusioni varie. Più volte, fino all’arrivo delle pattuglie dei carabinieri. È successo venerdì pomeriggio a Cornaredo. Una banale discussione per motivi di parcheggio, in pochi istanti, si è trasformata in una vera e propria rissa. Risultato: un cornaredese è stato inseguito e picchiato, tre egiziani sono stati arrestati.

L’episodio è accaduto in un cantiere edile dove sia il malcapitato cornaredese che i tre egiziani lavorano. L’uomo, 40 anni, era appena arrivato con il suo camion e doveva scaricare del materiale, ma non riusciva: ad intralciare il suo lavoro, c’era il furgone dei tre egiziani. Così si è avvicinato a uno di loro e ha chiesto se potevano parcheggiare meglio il mezzo. Non lo avesse mai fatto.

I tre hanno inteso quell’invito come una critica e hanno risposto in malomodo. Prima con le parole. Poi hanno preso dal loro furgone un badile, si sono scagliati contro l’italiano e lo hanno colpito ripetutamente. La vittima ha cercato di difendersi e proteggersi, scappando dai tre che parevano davvero su tutte le furie. L’italiano si è messo a urlare, richiamando l’attenzione di alcuni muratori presenti nel cantiere che, dopo aver visto quello che stava accadendo, hanno telefonato alla centrale operativa del 112.

Nessuno di loro ha osato intervenire, spaventato dai tre egiziani armati di badile. Per fortuna in pochi attimi sono arrivate sul posto due Gazzelle dei carabinieri che hanno bloccato i tre. Accompagnati in caserma a Cornaredo sono stati identificati: tutti egiziani, di 43, 33 e 37 anni, incensurati. Al termine delle formalità di rito sono stati dichiarati in stato di arresto per rissa e accompagnati nel carcere milanese di San Vittore, a disposizione dell’autorità giudiziaria. I militari hanno ascoltato la testimonianza della vittima e poi l’hanno accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Rho. Qui è stato sottoposto alle cure mediche e dimesso con una prognosi di venti giorni per contusioni in tutte le parti del corpo.

di Roberta Rampini

Fonte Il Giorno

Accusato di molestie a minori, l’ex fonico dei Modà spera nei domiciliari

paolo bovi modàCassina de’ Pecchi, 20 aprile 2014 – Un lungo incontro con il proprio avvocato per parlare della difesa e prepararsi all’udienza davanti al Tribunale del riesame, già fissata per il 2 maggio. È ancora in carcere a San Vittore Paolo Bovi, il fonico che ha visto nascere il gruppo Modà e con il quale ha collaborato all’inizio della carriera, da gennaio accusato di presunti casi di pedofilia nei confronti di ragazzini che aveva conosciuto nella parrocchia cittadina da lui frequentata come educatore, avvenuti nel 2011 ma denunciati solo nel 2013.

Dietro le sbarre Bovi ci è tornato a marzo, dopo poco più di un mese passato ai domiciliari con il bracciale elettronico tenuto sotto controllo dalle forze dell’ordine. Troppo pressante e insostenibile il peso psicologico ed emotivo che stava provando nell’affrontare la delicata vicenda, tanto da spingerlo ad allontanarsi da casa nella notte e tentare il suicidio.

È stato proprio il bracciale elettronico a dare l’allarme e salvarlo: sono stati i carabinieri di Cassano d’Adda a trovarlo nel parcheggio di un’azienda a Cernusco sul Naviglio, seduto nella propria auto, il tubo di scappamento collegato con una canna di gomma all’abitacolo.

Dopo un breve ricovero e gli accertamenti del caso, Bovi è quindi stato riportato a San Vittore. «L’obiettivo ora è farlo tornare a casa — spiega l’avvocato Gianluca Gambogi del Foro di Firenze— L’ho incontrato per la prima volta nei giorni scorsi. È stato un lungo e approfondito confronto in cui abbiamo parlato di quanto accaduto e della linea difensiva. L’ho trovato tranquillo, ma credo che dopo tutto quello che è successo ora più che mai abbia bisogno dell’affetto della propria famiglia. Il suo allontanamento dagli arresti domiciliari non è stato dettato dalla volontà di evadere ma da una condizione psicologica provata, per questo abbiamo richiesto la misura cautelativa a domicilio».

L’udienza davanti al Tribunale del riesame si terrà, come già detto, venerdì 2 maggio. Quanto alla memoria che l’avvocato Gambogi era pronto a depositare prima che Bovi tentasse il suicidio, invece, è tutto congelato: «Visto quanto accaduto e i nuovi sviluppi, attendiamo il pronunciamento del Riesame».

di Chiara Giaquinta

Fonte Il Giorno