laurea

Finge con i familiari di doversi la...

Ingannando i genitori, aveva raccontato di essere prossima alla laurea in giurisprudenza, quando invece aveva sostenuto solo 2 dei 30 esami previsti. ...

mucca

L’oste anti-burocrazia: ̶...

"Se pagassi in contanti sarei costretto a lasciare a casa il mio dipendente, così ho deciso di pagare la multa con una mucca": questa la singolare pro...

carabinieri 4

Droga, sequestrati 170 chili di coc...

Il sequestro di circa 170 chili di cocaina, l'arresto in flagranza di reato di tre trafficanti, la cattura di due latitanti in Colombia e Italia, l'id...

gdf

Nell’auto nascondevano 520 ch...

A Napoli la Guardia di Finanza ha sequestrato 520 chili di rame che venivano trasportati a bordo di un'auto sulla quale si trovavano due romeni che so...

Articoli

mori

Possiamo dire che da oggi vogliamo ancora più bene ai vertici dell’Arma

Qualcosa è cambiato, finalmente. Il generale Mario Mori, dopo anni di atteggiamenti non proprio solidali e comportamenti ambigui, è stato un...

Notizie

laurea

Finge con i familiari di doversi laureare, la verità salta fuori alla cerimonia, rischia la denuncia

Ingannando i genitori, aveva raccontato di essere prossima alla laurea in giurisprudenza, quando inv...

Ultim'ora

elisoccorso 118

Incidente sul lavoro: tecnico ustionato

Un tecnico di 26 anni è rimasto ustionato a causa dell'improvvisa fuoriuscita di vapore acqueo da una macchina industriale, all'interno di u...

Finge con i familiari di doversi laureare, la verità salta fuori alla cerimonia, rischia la denuncia

laureaIngannando i genitori, aveva raccontato di essere prossima alla laurea in giurisprudenza, quando invece aveva sostenuto solo 2 dei 30 esami previsti. E il giorno della cerimonia delle lauree si è presentata, con amici e parenti, in aula magna, all’università Kore di Enna. Quando papà e mamma, scorrendo i nomi dei laureandi non hanno visto quello della figlia le hanno chiesto spiegazioni, e lei ha inscenato una protesta per il mancato inserimento del suo nominativo tra quelli che quel giorno dovevano discutere la tesi. Il padre ha anche minacciato il personale dell’ateneo per quella dimenticanza, ma a quel punto è venuta fuori la verità e l’università ha aperto un’inchiesta interna: la ragazza non aveva sostenuto gli esami e ora potrebbe passare guai seri avendo violato uno dei principi etici e comportamentali ai quali gli studenti della Kore sono tenuti in forza del contratto di iscrizione. Non solo: la “piazzata” messa in atto nella giornata della cerimonia, avendo danneggiato l’immagine dell’ateno, potrebbe essere perseguita per vie legali. La giovane, intanto, ha preferito comunque festeggiare, ricevendo anche sulla sua Facebook gli auguri di amici e parenti, come se nulla fosse.

Enna, 24 ottobre 2014
Fonte Unione Sarda
AL

L’oste anti-burocrazia: “Pago la multa con una mucca”

mucca“Se pagassi in contanti sarei costretto a lasciare a casa il mio dipendente, così ho deciso di pagare la multa con una mucca”: questa la singolare provocazione di un salumiere di Valdobbiadene, nel Trevigiano, che ha deciso di protestare contro Fisco e burocrazia pagando in “natura” la sanzione di 1750 euro che gli era stata comminata.
Cesare De Stefani, ideatore dell’ “Osteria senz’oste” – un locale dove si consuma senza pagare, lasciando solo un’offerta libera – è stato multato dallo Spisal (Servizio Igiene Sicurezza Ambienti di Lavoro, ndr) per un documento mancante nelle carte necessarie per assumere un dipendente.

Contro questa sanzione, scrive la Tribuna di Treviso, De Stefani ha deciso di protestare presentandosi all’Unità socio sanitaria locale di Montebelluna con una mucca, offerta in pagamento al posto della somma in denaro.

A marzo De Stefani era già salito agli onori delle cronache quando era finito nel mirino dell’Agenzia delle Entrate, che aveva elevato una sanzione di 62mila euro contro la sua “Osteria senz’oste”: gli avventori potevano mangiare e bere quanto volevano, lasciando un obolo nella cassetta delle offerte. Una formula di grande successo tra gli abitanti della zona, ma giudicata “attività in nero” dal fisco.

Treviso, 24 ottobre 2014
di Ivan Francese
Fonte Il Giornale
AL

Droga, sequestrati 170 chili di cocaina

carabinieri 4Il sequestro di circa 170 chili di cocaina, l’arresto in flagranza di reato di tre trafficanti, la cattura di due latitanti in Colombia e Italia, l’identificazione e il deferimento all’autorità giudiziaria di 12 persone implicate nel traffico di droga, l’emissione di 9 ordinanze di custodia cautelare in carcere: questo è il bilancio dell’operazione “Scacco Matto 2010″ dei carabinieri del comando provinciale di Genova terminata oggi e iniziata nel 2010. Era Tommaso Iacomino, italiano, già latitante in Sudamerica e arrestato nel febbraio 2013, l’uomo che avrebbe garantito ai trafficanti internazionali di droga.

Iacomino è considerato dagli investigatori un importante intermediario tra i narcotrafficanti sudamericani e diverse organizzazioni europee. È stato raggiunto dalla nuova ordinanza di custodia cautelare nel carcere di Bogotà, dove era detenuto in seguito ad altre inchieste. Insieme a Iacomino sono stati colpiti da ordinanza di custodia cautelare in carcere altre otto persone, sette italiani e una bulgara quarantaseienne. Sono stati tutti arrestati, tranne la donna, che è ricercata.

Il sequestro di 165 chili di cocaina e l’arresto in flagranza di tre trafficanti, sorpresi con il carico stivato nel portabagagli di un’autovettura, nel parcheggio della Marina dell’aeroporto di Genova Sestri Ponente, fu eseguito il 3 marzo 2012 ma la notizia è stata resa pubblica solo ora. Uno dei tre arrestati in flagranza era Emanuele Macchi di Cellere (Viterbo), ex militante di Terza posizione, organizzazione terroristica di estrema destra. Le indagini erano iniziate due ani prima, quando gli investigatori ricevettero la segnalazione che un trafficante di droga stava cercando un contatto nel porto di Genova in grado di agevolare la movimentazione di ingenti quantitativi di stupefacenti provenienti da oltre Atlantico.

Dopo sopralluoghi eseguiti a Genova, La Spezia, Firenze, Roma e Cagliari, i carabinieri avevano ricostruito il quadro seguente: l’organizzazione criminale, composta prevalentemente da italiani e attiva soprattutto nella Provincia di Roma, stava pianificando la localizzazione di un porto che potesse costituire una sicura testa di ponte per la droga proveniente dal Sud America e destinata al mercato italiano. I 165 chili di cocaina sequestrati nel 2012 non erano che un primo quantitativo. Se l’operazione fosse riuscita il porto genovese sarebbe stato la destinazione di un ingente e continuo traffico di droga.

Genova, 24 ottobre 2014
Fonte Repubblica
AL

Nell’auto nascondevano 520 chili di rame: denunciati due rumeni

gdfA Napoli la Guardia di Finanza ha sequestrato 520 chili di rame che venivano trasportati a bordo di un’auto sulla quale si trovavano due romeni che sono stati denunciati per il furto e la ricettazione del prezioso metallo.

La vettura è stata intercettata sulla Circumvallazione esterna e bloccata al termine di un tentativo di fuga in direzione di Casoria. L’autovettura, una Ford Focus, e il carico sono stati sequestrati. Indagini sulla provenienza della refurtiva e i committenti.

Napoli, 24 ottobre 2014
Fonte il Mattino
AL

Emilio Fede indagato: «Ma non sono io il ricattatore»

image (1)«Chi mi accusa è un pregiudicato, un galeotto che si è fatto dodici anni in prigione per reati come truffa e rapina, e ne avrebbe ancora da scontare ma è in libertà condizionale. E sarei io a ricattare lui?». Emilio Fede è metà arrabbiato metà rassegnato. Chi lo accusa è Gaetano Ferri, il suo ex personal trainer. Ora è indagato dalla Procura di Milano.

Ma le presunte foto compromettenti di Mauro Crippa e Fedele Confalonieri esistono? Lei le ha viste? Intendeva usarle per ricattare i vertici di Mediaset dopo la sua rimozione da direttore del Tg4?
«Un giorno Ferri mi mostrò una foto scabrosa di Crippa, ma si trattava con tutta evidenza di un fotomontaggio. E sa cosa feci? La consegnai immediatamente – dico immediatamente – a chi di dovere. In quanto a Confalonieri sono soltanto balle, non è mai esistita una sua foto del genere».

Dunque sarebbe tutta una macchinazione del suo ex trainer?
«Ma sa di chi stiamo parlando? Di una persona che è stata sorpresa mentre, travestito da maresciallo dei carabinieri, ordiva truffe alla Stazione Centrale. Contro di lui ho già sporto denuncia, perché registrava le mie conversazioni con il telefonino e poi le rimontava ad arte. Conversazioni che ha venduto ai giornali. Più di 40 giorni fa ho consegnato alla Procura di Monza una documentazione molto delicata che ricostruisce molto bene chi è costui e chi sono i suoi complici, uno dei quali si è pentito e ha detto la verità. Stavano architettando qualcosa di molto più pericoloso di un ricatto ai miedi danni. Intendevano entrare in casa mia e darmi una botta in testa inscenando una rapina. Mi chiedo: si tratta di un pregiudicato pericolosissimo, cosa aspettano ad arrestarlo?».

Perché, secondo lei, tutto questo odio nei suoi confronti?
«Tra due settimane ci sarà la sentenza del mio processo e la mia possibile assoluzione – perché io, lo ripeto per l’ennesima volta, non sapevo che Ruby fosse minorenne – potrebbe dare molto fastidio a qualcuno. Sto solo facendo dei ragionamenti, ma una vicenda del genere proprio a ridosso della sentenza potrebbe forse avere per me un’influenza negativa. Si tratta soltanto di un bieco ricattatore. Ha cominciato a chiedermi 350 euro per pagare l’affitto, mi sembra, e glieli ho dati a fin di bene. Da lì è cominciata una strategia di ricatti continui. Ma tutto quello che vuole sono soldi, soldi, e ancora soldi. Da quando l’ho denunciata me l’ha giurata, e questi sono i risultati».

Milano, 24 ottobre 2014
di Piero Degli Antoni
Fonte Il Giorno
AL