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Attività investigativa condotta dalla DIGOS in collaborazione con l’Ufficio Misure di Prevenzione della Divisione Polizia Anticrimine della Questura.

Il Questore di Agrigento, all’esito delle risultanze investigative raccolte dalla DIGOS in collaborazione con l’Ufficio Misure di Prevenzione della Divisione Polizia Anticrimine della Questura, nel quadro delle indagini condotte per i fatti verificatisi in occasione dell’incontro di calcio Akragas – Catania, ha disposto l’applicazione del DASPO, ai sensi dell’Art. 6 della L. 401/1989,  che impone il divieto di accesso ai luoghi on cui si svolgono manifestazioni sportive, a carico 5 agrigentini e 21 soggetti di Catania. Gli agrigentini colpiti dal provvedimento sono: A.A. di anni 47, sottoposto a DASPO per anni 3 con prescrizioni; P.C., di anni 34, sottoposto a DASPO per anni 2 con prescrizioni; S.A., di anni 19 sottoposto a DASPO per anni 2 con prescrizioni; R.G., di anni 27 sottoposto a DASPO per anni 2; V.N., di anni 36, sottoposto a DASPO per anni 4 con prescrizioni. I citati soggetti, qualche ora prima dell’incontro di calcio Akragas – Catania disputatosi domenica 12 febbraio u.s., venivano fermati e controllati in Via XXV Aprile di questo capoluogo da equipaggi  della Squadra Mobile, della DIGOS  e della Divisione Polizia Anticrimine, inseriti nel dispositivo predisposto dal Questore in occasione del citato evento sportivo, poichè provocavano con epiteti e minacce un gruppo di tifosi etnei che, a bordo di autovetture, stavano transitando per quella arteria cittadina, diretti allo stadio “Esseneto”. L’intervento degli agenti impediva lo scontro fisico tra i due gruppi di tifosi contrapposti. Il Questore di Agrigento ha, altresì, emesso il D.A.SPO. a carico dei seguenti tifosi catanesi: V.M., di anni 22, sottoposto a DASPO per anni 3 con prescrizioni; V.A.A., di anni 19, sottoposto a DASPO per anni 3 con prescrizioni; R.P., di anni 30, sottoposto a DASPO per anni 3 con prescrizioni; L.R., di anni 26, sottoposto a DASPO per anni 3 con prescrizioni; C.P., di anni 37, già destinatario di analogo provvedimento, sottoposto a DASPO per anni 5 con prescrizioni; C.G.A., di anni 33, già destinatario di analogo provvedimento, sottoposto a DASPO per anni 8 con prescrizioni; T.A., di anni 27, già destinatario di analogo provvedimento, sottoposto a DASPO per anni 8 con prescrizioni; M.L., di anni 38, già destinatario di analogo provvedimento, sottoposto a DASPO per anni 5 con prescrizioni; T.G.P., di anni 35, già destinatario di analogo provvedimento, sottoposto a DASPO per anni 8 con prescrizioni; D.A., di anni 25, già destinatario di analogo provvedimento, sottoposto a DASPO per anni 5 con prescrizioni; F.D., di anni 20, sottoposto a DASPO per anni 3 con prescrizioni; S.D., di anni 20,  sottoposto a DASPO per anni 3 con prescrizioni; S.G., di anni 22, sottoposto a DASPO per anni 3 con prescrizioni; R.G., di anni 25, sottoposto a DASPO per anni 3 con prescrizioni; M.G., di anni 45, già destinatario di analogo provvedimento, sottoposto a DASPO per anni 5 con prescrizioni; F.A., di anni 16; sottoposto a DASPO per anni 2; B.L., di anni 25, sottoposto a DASPO per anni 3 con prescrizioni; V.E., di anni 27, già destinatario di analogo provvedimento, sottoposto a DASPO per anni 5 con prescrizioni; P.D., di anni 15, sottoposto a DASPO per anni 1 e mesi 6; M.M.G., di anni 32, sottoposto a DASPO per anni 1 e mesi 6; P.M., di anni 21, sottoposto a DASPO per anni 3 con prescrizioni. I predetti, tutti di Catania, dopo aver tentato di raggiungere alcuni tifosi dell’Akragas, che si trovavano all’interno della Villa del Sole e con i quali avevano avuto un acceso scontro verbale, dinanzi al tentativo di alcune pattuglie della DIGOS in servizio di ordine pubblico di fermarli, si davano alla fuga lungo le vie cittadine, anche imboccando a forte velocità alcune strade (tra cui viale Europa) in contromano, ponendo in serio pericolo l’incolumità pubblica. Dopo essere state fermati, durante le perquisizioni a loro carico, venivano trovati in possesso di alcuni tondini in ferro della lunghezza di mt. 1.50 (provvisti di copri testa in plastica rossa – di cui si allega fotogramma) e di alcune mazze in legno. I tondini erano stati, verosimilmente, asportati lungo il cantiere della SS640, nel percorso che dal capoluogo etneo li ha condotti ad Agrigento. Per tale ragione, alcuni di essi sono stati denunciati per resistenza a pubblico ufficiale e per possesso di oggetti atti ad offendere. Come già sopra illustrato, alcuni di tali soggetti erano già stati sottoposti al provvedimento D.A.SPO., ed in alcuni casi anche in più di un’occasione, motivo per il quale la normativa prevede, proprio in caso di recidiva, l’applicazione del D.A.SPO. per un arco temporale compreso tra un minimo di 5 anni ed un massimo di 8, con la previsione obbligatoria dell’obbligo di comparizione alla polizia giudiziaria durante lo svolgimento delle partite della squadra di calcio della città di appartenenza.

Agrigento, 17 febbraio 2017

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