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“Vivono tutti insieme in una macchina, aiutati come possibile dalla gente della zona, sperando di trovare presto un nuovo lavoro grazie al quale riuscire a risalire la china.

E’ la storia di Alessandro R., della sua compagna Alessandra e dei loro tre bambini (il più grande ha quattro anni, il più piccolo appena 5 mesi).

Dopo essere stato licenziato e aver perso la casa, Alessandro non ha potuto fare altro, insieme alla sua famiglia, che trascorrere le notti in auto, cercando di trovare presto un nuovo lavoro.

Perché Alessandro, come racconta Il Corriere della Sera, è sempre stato un gran lavoratore, ma sfortunato.

“Ho sempre lavorato persino quando tirare a fine mese significava racattarre i soldi per coprire le spese (l’affitto, le bollette, il supermercato) e nient’altro”, ricorda Alessandro.

Dopo una serie di lavori precari, “è successo che una delle ditte che mi aveva assunto da un giorno all’altro è fallita e mi ha lascito a casa con mesi di stipendio arretrati”. Così è iniziato il dramma.

 

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“L’unica cosa che vorremmo è una casa. Continuiamo a spargere curriculum, ma nessuno ci considera.

Le stiamo provando tutte, ma qui, sotto la pioggia, rischiamo di doverci arrendere”, dice Alessandro. “I nostri figli hanno fame. E per restituirgli la loro infanzia siamo disposti a tutto, a svolgere qualunque tipo di lavoro”

L’articolo di Today

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