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Milanobike-frameblock15 luglio 2014 – Trecentoventimila biciclette rubate all’anno, circa mille al giorno. Le bici, soprattutto nelle grandi città, fanno gola a tutti, soprattutto ai ladri. Un danno da 150 milioni di euro all’anno, peraltro sottostimato perché molti, moltissimi non denunciano nemmeno. Per questo fa notizia – in un mercato che ha visto le vendite di bici superare quelle delle auto – l’arrivo della prima bicicletta con l’antifurto integrato e l’assicurazione compresa nel prezzo. Il brevetto è di Milano Bike, azienda «artigianale» che ieri ha presentato la propria idea alla Fornace dell’Innovazione di Asolo (Treviso) annunciando un accordo, che verrà finalizzato in questi giorni, con una grande compagnia assicurativa: «Siamo così sicuri dell’impossibilità di rubare la bici – spiega il suo ideatore Matteo Diego Caldiroli – che l’assicurazione sarà compresa nel prezzo».

Come funziona

«L’antifurto – spiega Caldiroli – è integrato nel telaio ad arco che parte dal centro della ruota posteriore e va a raggiungere quella anteriore: all’interno ci sono una fune di acciaio e un lucchetto». Di fatto quindi la catena viene nascosta dentro il telaio. «E’ un’idea molto semplice. Nel momento in cui un ladro volesse rubare la bici deve tagliare anche il telaio rovinando irrimediabilmente la bici. E siccome lo scopo del furto di solito è quello di rivenderla in questo modo si disincentiva fortemente l’atto». Inoltre il sistema prevede una chiave con numero identificativo a 6 cifre: il Key Code è riportato sul telaio con punzonatura e in modo elettronico. «Se si vuole una riparazione oppure riscuotere l’assicurazione bisogna avere la chiave o il codice». Per questo Zurich , con la quale l’accordo deve essere solo finalizzato, ha guardato con interesse alla possibilità di assicurare contro il furto la bici. Frameblock, così si chiama la bici con l’antifurto integrato verrà presentata a settembre quando arriverà sul mercato a un prezzo tra i 700 e gli 800 euro. Milano Bike, che in un anno e mezzo ha stregato sia Kimi Raikkonen che Alberto, principe di Monaco, nasce dall’esperienza quotidiana di Caldiroli, un architetto cha ha scelto di provare a rispondere con le sue idee a uno dei problemi più frequenti in città. «A forza di furti, mi sono convinto che questo sia uno dei temi da affrontare per tutti i produttori di biciclette».

di Luca Barbieri

Fonte Il Corriere della Sera

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