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Sono passati quattro anni dalla morte di mia figlia e aspettiamo ancora che sia fatta giustizia”.

Giuseppe Lepore, padre di Valeria, 27enne di Toritto (Bari) agente di Polizia Penitenziaria deceduta il 13 luglio 2014 dopo tre interventi chirurgici in altrettanti ospedali pugliesi, torna nel giorno dell’anniversario della morte della 27enne a lanciare un appello ai magistrati “perché siano accertate e punite le responsabilità dei medici che hanno ammazzato mia figlia”.

Sulla vicenda – riportata dal portale poliziapenitenziaria.it – pendono attualmente tre procedimenti penali dinanzi al Tribunale di Taranto, due per omicidio colposo e uno per falso, a carico di due medici, e altre due indagini sulla base di ulteriori esposti depositati dalla famiglia nei mesi scorsi presso le Procure di Taranto e Bari.

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Inizialmente l’inchiesta sul decesso era stata aperta dalla Procura di Bari che aveva indagato 20 medici (per 18 c’è stata archiviazione) delle tre strutture sanitarie in cui la ragazza fu ricoverata nell’arco di 40 ore

 

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il pronto soccorso di Manduria dove era stata accompagnata per un malore all’addome e dove fu sottoposta alle prime cure e analisi, l’ospedale Maria Santissima Annunziata di Taranto e poi il Policlinico di Bari dove fu poi ricoverata e sottoposta alle operazioni di rimozione di un calcolo renale, di impianto di un polmone artificiale e infine di craniectomia.

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