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Bomba primarie, Orlando contesta i dati. Rossi: “Lo dicevo, vanno regolamentate”

I numeri a sorpresa delle primarie (affluenza molto elevata e il 70% di Renzi) cominciano a scricchiolare. I conteggi vengono contestati dal comitato di Orlando.

Il ministro spezzino sarebbe in possesso di dati che vedrebbero il segretario al 68%, Orlando al 22,2 ed Emiliano al 9,8%. Certo non cambia l’esito al fine della scelta del segretario. Ma il 70% conquistato nella notte con una impennata di consensi nella parte conclusiva dello spoglio ha insospettito molti. Orlando e il suo staff in testa.

Ecco perché si riapre il tema centrale di questa vicenda, quello della regolamentazione delle primarie. Tema che a seggi aperti aveva rilanciato il Senatore ligure del gruppo Misto Maurizio Rossi, ricordando l’ordine del giorno rimasto nei cassetti per anni che aveva fatto votare chiedendo una norma nazionale per le primarie.

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Rossi durante lo spoglio aveva avvertito gli stessi membri del Pd: “Ma chi controlla? Chi certifica questi dati? Avete visto polizia e militari fuori dai seggi e scortare le urne nelle sedi dove si scrutinavano?”

“I voti – prosegue Rossi – possono essere un milione o due milioni, tanto nessuno può provare il contrario. Per questa ragione continuo a sostenere che si dovevano regolamentare le primarie come da mio Ordine del Giorno (leggilo) durante l’Italicum del gennaio 2015 passato con parere favorevole del Governo e della Ministro Boschi”. I pareri favorevoli c’erano stati. Poi però l’ordine del giorno e le buone intenzioni sono rimasti nei cassetti.

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“Qualcuno può dire che i partiti e le associazioni hanno un regolamento interno e fanno ciò che vogliono – nota ancora Rossi – ma a differenza delle bocciofile la vita dei partiti ha ricadute sulla vita reale del Paese. I controlli ufficiali sono fondamentali per la democrazia”. Sul caso è intervenuto anche Maurizio Gasparri, vice presidente del Senato, osservando che i numeri diffusi dall’organizzazione Pd ricordano quelli delle manifestazioni di piazza: in assenza di controlli ufficiali ognuno dice la sua.

 

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