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Firenze. Cosa significa davvero quella bandiera (e l’ennesimo polverone sulle Forze dell’Ordine)

Ebbene si. E’ successo ancora. Un nuovo polverone mediatico sulle forze dell’ordine

di sostenitori.info

Era appena calata l’attenzione sul presunto “picchetto” (sic!) riservato dalla Polizia a Barbara d’Urso (con tanto di uomini e mezzi schierati durante una visita in forma privata della conduttrice alla Caserma Sant’Ambrogio di Milano), che immediatamente la nostra voglia di chiacchiericcio social è stata stuzzicata da un nuovo episodio

 

 

E così, mentre le nostre Forze dell’Ordine continuano a lavorare senza fare sconti a nessuno, il popolo del web si scatena.

Questa è la volta di un’accusa di neonazismo (addirittura!).

Il tutto a causa di una bandiera appesa nella caserma Baldisserra, sul Lungarno (non lontano dal centro di Firenze) all’interno di un alloggio in uso ad appartenenti all’Arma dei Carabinieri e su cui assolutamente nulla più si sa.

Ma poco è bastato per scatenare l’ennesima battaglia social a colpi di insulti e accuse al fine di trovare, tanto per cambiare, un nemico da abbattere, che come ultimamente accade parrebbe proprio essere l’Arma dei Carabinieri.

Oramai non passa giorno infatti che la Benemerita, per un motivo o l’altro, si trovi bersagliata sui giornali.

Lontani i tempi in cui la stampa usava ‘notiziarci’ quasi solo esclusivamente di grandi carriere, statistiche eccellenti, gesti eroici, uniformi sempre in ordine e retorica con le stellette.

 

 

Insomma, se una volta il corpo di polizia (a nostro parere) più bersagliato era la Polizia di Stato – spesso a causa del delicato compito della gestione dell’Ordine Pubblico che per forza di cose non può che esporre gli operatori a critica – da qualche tempo la nostra amata Arma parrebbe esser balzata al primo posto, almeno secondo “gradimento” di organi di stampa e dinamiche virali social.

Con un piccolo dettaglio da non sottovalutare: la Polizia, nella corsa al corpo di Polizia più bersagliato ha spesso potuto contare sul contributo di scelte comunicative sbagliate (leggasi: tafazzismo) di alcune segreterie sindacali, organi di rappresentanza di cui notoriamente l’Arma è sprovvista.

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Dall’Arma si fa saper che il comandante del battaglione starebbe “valutando provvedimenti disciplinari” per il militare tra l’altro già individuato.

Sul caso è intervenuto anche il ministro della Difesa Roberto Pinotti, chiedendo al Comandante Generale dei Carabinieri, Tullio Del Sette “chiarimenti rapidi e provvedimenti rigorosi”.

Non è mancato il commento politico da Forza Italia, che con Mariastella Gelmini, ha auspicato “provvedimenti esemplari”, mentre il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni ha definito “indecente” il fatto, chiedendo che il Governo riferisca in Parlamento.

Tutti interventi pubblici di cui si sentiva estrema necessità, insomma!

Sia ben chiaro: la nostra redazione, composta da persone dagli ideali DEMOCRATICI – soprattutto in ambito di sicurezza nazionale, con tutto ciò che ne consegue – si dichiara convintamente distante dalle ideologie politiche estremiste tanto in voga in questo periodo.

Sarebbe bello però poter scorgere altrettanta attenzione mediatica anche rispetto ai disagi vissuti ogni giorno delle nostre Forze dell’Ordine e anche da noi molto spesso denunciati.

Disagi che inevitabilmente si riflettono sul servizio al cittadino

Il significato della bandiera

Si apprende dal giornale che il vessillo appeso altro non sarebbe che una bandiera da combattimento della Marina imperiale tedesca, risalente al Secondo Reich, e solo in seguito usata anche dai nazisti contro Weimar e in seguito dai gruppi neonazisti


Così riporta il Giornale

issata per la prima volta il 1° ottobre 1867 dalla Confederazione del Nord e confermata dalla costituzione federale dell’Impero il 20 marzo

Ha i colori nazionali della Prussia in bianco e nero, l’aquila prussiana, la croce nordica con il tricolore rosso bianco-nero imperiale tedesco nel cantone superiore con una croce di ferro.

Nel 1919 le bandiere della Germania imperiale furono sostituite da quelle della Repubblica di Weimar: tricolore nero-rosso-oro.

I nazionalisti tedeschi e in seguito anche i nazisti durante gli anni ’20 usarono quella vecchia bandiera del Secondo reich per protestare contro l’odiata Repubblica di Weimar.

Lo fecero anche durante il fallito colpo di Stato (Putsch di Monaco) dell’8 e 9 novembre 1923.

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Sul caso è stata avviata un’indagine interna, ma al momento, come rivela ai microfoni del giornale radio Rai il procuratore militare Marco De Paolis, nulla farebbe pensare alla violazione di una norma penale militare.

La norma secondo la quale è reato esporre un vessillo che evochi il nazismo vale per i civili e non specificamente per i militari“, spiega ancora De Paolis

per il quale dunque il militare di Firenze potrebbe essere indagato dalla procura ordinaria ma non da quella militare”.

“Penso che sia più un grande problema di natura disciplinare e culturale”, dice il procuratore che poi aggiunge

“La questione è capire cosa significa un simbolo del genere, soprattutto per un militare, credo che ci sia da interrogarsi sulla formazione culturale dei giovani prima e dei militari poi“.

Sul caso si è espresso anche Enrico Mentana su Facebook

La preoccupazione per episodi di violenza ispirati a nostalgie naziste o fasciste è ovviamente condivisibile, ma l’episodio della caserma di Firenze rischia di essere un autogol

la bandiera tedesca esposta non può certo essere neonazista, visto che è quella militare della prima guerra mondiale.

Comunque un nemico dell’Italia, ma in ogni senso tutta un’altra storia. 

Se poi mi chiedete: che ci fa una bandiera così in una caserma? Vi rispondo che certo ci sono persone che la espongono perché non possono esporre direttamente quella con la croce uncinata.

Ma se corriamo dietro ai simulacri rischiamo di perdere di vista la sostanza, di cui qui si è parlato tante volte: perché tanta gente coltiva idee e pensieri battuti dalla storia? Quale è la strada migliore per contrastare questa deriva?

redazione SOSTENITORI.INFO

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