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Il profilo Facebook di “Lara Pedroni” non esiste più. L’account, specializzato nella diffusione di bufale sul social network, è stato infatti stato disattivato dopo essere stato smascherato da David Puente, noto cacciatore di fake news sul web.

A darne la notizia è stato lo stesso Puente, che ha ricostruito le tappe della vicenda, dopo la pericolosa diffusione negli ultimi giorni di diverse false dichiarazioni attribuite a personaggi come Roberto Saviano e Laura Boldrini.

Lo specialista di debunking – racconta tgcom24ha verificato una serie di post pubblicati da “Lara Pedroni” su determinati gruppi Facebook, con pensieri attributi a volti celebri della tv e della politica in tema, specialmente, di immigrazione.

Tra questi, una presunta dichiarazione di Saviano ad un programma televisivo, nel quale lo scrittore avrebbe dichiarato: “Sinceramente preferisco salvare i rifugiati e i miei fratelli clandestini, che aiutare qualche terremotato italiano piagnucolone e viziato”.

 

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E poi ancora: la Boldrini che definisce gli italiani solo “capaci solo di lamentarsi”, Cecile Kyenge che chiedere di trasformare la metà delle chiese in moschee, Matteo Renzi che afferma “gli italiani dovrebbe essere orgogliosi di ospitare i richiedenti asilo perché sono persone migliori di loro” e Khalid Chaouki che invoca una “nazione unica europea in cui laicità e islam esercitano il loro potere”.

Tutto creato ad arte da una persona che, secondo Puente, sarebbe “esperta con un metodo preciso”.

Il cacciatore di bufale ha smascherato il falso account anche al raffronto tra l’immagine del profilo presente sull’account con quelle appartenenti alla modella britannica Jezebel Ellwood, alla quale sono state “rubate” le fotografie.

Tutti i post inoltre sono stati pubblicati in pagine ben precise del social network, in particolare a favore di Matteo Salvini, Vladimir Putin e del Movimento 5 stelle, per creare una diffusione massiccia.

“L’attività di diffusione è ben ponderata – ha spiegato Puente sul suo sito – infatti Lara ha condiviso i meme nei gruppi Facebook adatti a quel tipo di contenuto”.

Il profilo, dopo la segnalazione, è stato chiuso e reso inaccessibile. Puente però non si dà per vinto e annuncia di volerne scoprire la reale identità: “Non mi resta che scoprire chi c’è dietro. Se lo scopro ve lo farò sapere”.

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