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Trombati con l’uninominale, “ripescati” col proporzionale.

È il destino di alcuni big dei candidati delle elezioni di due giorni fa, che sono usciti sconfitti dalla competizione nei loro collegi, ma che entreranno comunque in Parlamento dalla porta di servizio.

Il proporzionale infatti riporta in gioco alcuni grandi sconfitti delle sfide secche – quelle dei collegi uninominali – come la presidente della Camera,

Laura Boldrini (solo quarta, con il 4,6% dei voti, a Milano dov’era candidata con Liberi e Uguali e dove invece ha vinto Bruno Tabacci del centrosinistra) o Luigi Bersani (sempre Liberi e Uguali: appena 4% a Verona).

Scrive il Mattino che tra chi si salva nelle file del Pd, due ministri come Dario Franceschini, che era stato sconfitto a Ferrara, e Marco Minniti.

 

 

Anche Matteo Orfini, presidente del Pd, ce l’ha fatta. Entra in Parlamento anche Martina, che invece non era candidato nell’uninominale. Tra i nomi di un certo rilievo che riescono a “salvarsi” grazie al proporzionale, Lucia Annibali, sconfitta dal centrodestra a Parma,

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Micaela Biancofiore, finita ko dal confronto a Bolzano con la Boschi, e gli esponenti di Leu Laura Boldrini e Pier Luigi Bersani.

Buone notizie anche per Vittorio Sgarbi, che non aveva preso bene la sconfitta contro Di Maio nel collegio di Acerra, Piero Fassino, l’ex ministro Prestigiacomo,

 

 

la Gelmini, Speranza, Boccia e Giulia Sarti, la esponente del M5S finita nel mirino per la storia dei rimborsi e che aveva denunciato l’ex fidanzato.

E ancora Fratoianni, Crosetto, Paita, Giorgetti, Pollastrini, Valentini, Rizzo Nervo, Cantone, Bergamini, Bonafede, Borghi, Baldelli, Morani, Saltamartini, Polverini, Giacomoni,

Calabria, Del Basso De Caro, Cirielli, Carfagna, Migliore, Paolo Siani, Elio Vito, Enza Bruno Bossio, Santelli, Stumpo, Rampelli, Ruocco, Baroni, Daga, Angelucci, Anzaldi, Fassina, Campana, Rotondi, Pezzopane, Sibilia, Daniela Cardinale,

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Epifani, Giulia Grillo, Fiano, Manlio Di Stefano, Brambilla, Alfredo Bazoli, Guerini, Bitonci, Zan, Fedriga, Rosato, Serracchiani, Pini, Paola De Micheli.

Tra i vip prestati dallo sport strada spianata verso il Senato per Adriano Galliani, l’ex amministratore delegato del Milan.

Defaillance persino tra i trionfatori di queste elezioni: salta l’elezione al Senato, nelle fila dei Cinque stelle, per il comandante Gregorio De Falco, che la notte del 13 gennaio 2012 intimò in modo colorito a Francesco Schettino di risalire sulla Costa Concordia.

Sotto la voce «insuccessi» finisce pure la Iena Dino Giarrusso, candidato per M5S all’uninominale a Roma.

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