Condividi

Fisco, come donare denaro a parenti e familiari evitando le sanzioni fiscali

Giarare somme di denaro ai parenti potrebbe far scattare controversie fiscali e pesanti sanzioni.

Come fare per difendersi? Ecco dunque la modalità da seguire per effettuare un bonifico bancario mettendosi al riparo dall’Agenzia delle Entrate.

Il bonifico bancario può essere utilizzato quando si tratta di cifre di modesto importo (da valutarsi in relazione alle condizioni economiche del donante).

 

 

Se, al contrario, la donazione non è di modico valore è necessario prima recarsi dal notaio e formalizzare il tutto con l’atto pubblico alla presenza di due testimoni;

solo successivamente si potrà eseguire il bonifico indicando come causale “atto di donazione del …. registrato in data …. n. … ”. Se manca la forma dell’atto pubblico, come ricorda Laleggepertutti.it,

il versamento del denaro da un conto a un altro – pur corretto e limpido da un punto di vista fiscale – sarà nullo per il diritto civile.

Ciò implica che le parti non dovranno di certo temere un controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate ma, comunque, l’operazione potrebbe essere impugnata da un controinteressato (si pensi un creditore o un parente).

Leggi anche:  Fisco, conto corrente bloccato dal primo luglio in caso di contenziosi con l'Erario

 

 

Se, invece, la donazione ha oggetto un importo di modico valore è sufficiente il solo bonifico, non essendo necessario, almeno dal punto di vista civilistico, neanche la scrittura privata.

In tal caso, fermo restando che per la causale del bonifico non esistono formule prestabilite dalla legge, si potrebbe indicare,

a giustificazione del trasferimento della somma di denaro da un conto a un altro, la dicitura “Regalo papà”, “Regalo mamma”, “Regalo zia”, ecc.

Leggi anche:  Ecco come il Fisco usa i social per fare i conti in tasca agli italiani

Si suggerisce di usare termini generici e non troppo specifici dal punto di vista giuridico (donazione, liberalità, ecc.) e, inoltre, di specificare il grado di parentela del soggetto donante (appunto, “papà”, “mamma”, “zia”, ecc.).

 

 

Sempre meglio non indicare che la donazione è un “gesto di riconoscenza” per una determinata attività o opera svolta (diversamente potrebbe essere inquadrato come corrispettivo);

se così dovesse essere, sarebbe più opportuno cercare di far coincidere il momento della donazione con uno dei predetti eventi, onde dare maggiore credibilità all’operazione.

In alternativa alla donazione, quando la ragione del bonifico è un prestito, si può indicare come causale la dicitura “Prestito infruttifero del…”,

facendo riferimento alla data della scrittura privata con cui le parti hanno convenuto la restituzione della somma. Lo riporta Il Giornale

Articolo precedenteArriva il conto corrente gratis: ne avranno diritto redditi bassi e pensionati
Prossimo articoloDisoccupazione anche per gli autonomi, svolta: assegno per chi chiude l’attività

Nessun commento

Rispondi