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Per i tanti che non lo conoscono, Saverio Tommasi è un giornalista e youtuber. Collabora con la testata Fanpage e si occupa principalmente degli “ultimi”, cioè i migranti. Scontata la retorica terzomondista con cui tratta le sue storie, ancor più la poca imparzialità politica nel valutare i fatti. Le sue non sono inchieste sul campo, ma più che altro opinioni dettate dall’emozione del momento. Eventi visti dagli occhi di una persona che si commuove facilmente. Sono editoriali e fondi scritti col cuore, tant’è che riescono a emozionare tantissime persone. Nonostante non sia esattamente un giornalista di esperienza e fama, è riuscito infatti a costruirsi una schiera di fan che gli permette di avere una certa visibilità.
E’ vero, in tanti intervengono sulla sua pagina facebook per insultarlo, ma questi sono dettagli.
Saverio Tommasi, vinto dall’emozione o dalla commozione o dall’indignazione, a volta cade in qualche bufala. Le classiche trappolone del web. E i suoi detrattori implacabili glielo fanno notare.

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L’ultima, esilarante, riguarda una sua negativa esperienza all’aeroporto di Bologna. Secondo il buon Saverio, non ci sarebbero fasciatoi per neonati nei bagni dei maschi. Questo, a parere del giornalista, sarebbe il risultato di una mentalità retrograda in base alla quale sarebbero soltanto le madri a pulire il sederino dei propri figli. Maschilismo e ignoranza, insomma. I poveri padri alla Saverio Tommasi devono accontentarsi del lavandino ordinario nel bagno dei maschi, una opzione assai scomoda.
Peccato che in realtà il Nostro abbia semplicemente sbagliato bagno, non abbia letto con sufficiente attenzione i cartelli e poi abbia pensato bene di mettere alla berlina pubblicamente l’aeroporto.
Esistono infatti i bagni Family, dotati di fasciatoi.
Il responsabile social dell’aeroporto lo fa notare, ma Saverio Tommasi cancella il commento e annuncia querele, adducendo che l’accesso al bagno Family sarebbe “separato” (eh?) e “interdetto” (eh?). Insomma, una colossale figuraccia che non fa bene alla reputazione del giornalismo italiano.
A volte viene il dubbio che l’esistenza di un ordine professionale sia alquanto inutile.

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Riccardo Ghezzi
Roma, 4/1/2016

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