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Bonus bebè, la sentenza del Tribunale: “L’Inps lo estenda a tutte le madri”

Il “premio nascita” di 800 euro. conosciuto anche come bonus bebè va concesso a tutte le madri, anche a quelle straniere

La contesa parte dal fatto che l’Inps aveva escluso donne straniere non in possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo.

Ma il bonus che ricordiamo, è del valore di 800 euro (una tantum senza limiti di reddito) –

introdotto nel 2016 dal Governo, andrà da ora in acanti corrisposto anche alle donne straniere senza permesso di soggiorno di lungo periodo, residenti in Italia.

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Il ricorso è stato presentato a nome di alcune madri straniere da alcune associazioni migranti e giuridiche e poi vinto.

A Bergamo era stato il patronato Inca della Cgil a sostenere il ricorso di 24 madri straniere.

Il giudice Silvia Ravazzoni ha spiegato che non può essere l’Inps a escludere l’una o l’altra categoria di stranieri,di conseguenza l’Istituto dovrà eliminare “la condotta discriminatoria attraverso l’estensione del beneficio assistenziale”

a tutte le future madri regolarmente presenti in Italia che ne facciano domanda e che si trovino nelle condizione giuridico-fattuali previste dalla legge 232 del 2016.

 

 

L’Inps fa sapere di aver chiesto alla presidenza del Consiglio dei ministri, al ministero del Lavoro e al Mef se intendano confermare l’orientamento finora espresso sulla limitazione del ‘Bonus mamma domani’ alle residenti e immigrate con permesso di lungo soggiorno.

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Confidiamo che ora l’Inps si adegui rapidamente alla decisione del Tribunale – ha commentato l’avvocato Alberto Guariso che assisteva le associazioni –

evitando così il diffondersi di un contenzioso che sarebbe non solo oneroso per lo stesso Inps, ma, soprattutto, ingiusto per la difformità di trattamento che verrebbe a crearsi in una materia così delicata tra chi agisce in giudizio e chi fa affidamento sulle erronee comunicazioni dell’Inps

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