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Gregorio Del Boca, 61 anni, primario di Ginecologia del San Leopoldo Mandic di Merate sospeso 2 mesi senza stipendio

Gregorio Del Boca, 61 anni, primario di Ginecologia del San Leopoldo Mandic di Merate, in provincia di Lecco, lavora anche di sabato.

“Primario lavora di sabato e lo sospendono 2 mesi”

E’ la storia di un medico di 61 anni, Gregorio del Boca, raccontata dal Giornale

primario di Ginecologia del San Leopoldo Mandic di Merate sarebbe stato sospeso 2 mesi e messo senza stipendio

Del Boca lavora molto, ma dopo anni di instancabile servizio non lo fa per guadagnare di più, ma si mette e a disposizione della lunghissima lista di pazienti, in modo da evitare attese lunghissime.

E allora Del Boca sfrutta le stanze vuote dell’ospedale o fa operazioni ritenute non urgenti così da ridurre le lunghe attese. Non proprio ortodosso direbbe qualcuno

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O al contrario, meriterebbe un plauso secondo altri

Questo infatti penseranno i cittadini, dal momeno che per lui, avviando una petizione, sono riusciti a raccogliere ben 500 firme.

E invece il nostro paese ci ha abituato alle assurdità. Allora succede che su Del Boca si è riversa una vera e propria bufera.

“Alcuni colleghi e sindacalisti lo hanno segnalato ai responsabili della sanità locale e hanno presentato pure una denuncia in procura per utilizzo improprio di sale operatorie e delle equipe” racconta il Giornale.

Ma non solo “I vertici dell’ospedale, come scrive il Giorno, gli hanno comminato una sanzione disciplinare severa: 60 giorni di sospensione senza stipendio. Due mesi a casa.”

 

 

Per ora Del Boca apprendiamo essere ancora al suo posto perché la sanzione è stata sospesa in attesa del ricorso presentato dal primario.

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“Noi medici dobbiamo riappropriarci del giuramento di Ippocrate – ha detto il medico al Giorno – Con i miei collaboratori ho ricevuto attestati di sostegno personale,

ma soprattutto di sostegno alla medicina che incarniamo, che non è quella delle regole e dei protocolli e basta, ma è quella basata sul rapporto di fiducia tra il medico e il paziente”

Diversa invece la posizione di Stefano Manfredi, direttore generale dell’Asst di Lecco: “A fronte di segnalazioni specifiche abbiamo l’ obbligo di verificare. Non si accorciano le liste d’ attesa come ha fatto lui e soprattutto non con iniziative del singolo, ma con procedure condivise da tutti”.

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