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È ancora braccio di ferro tra il ministro dell’Interno Matteo Salvini e le Ong

Mentre la Ong replica: “Fascista”. “La pacchia è strafinita”, ribadisce il Viminale.

Mentre la nave Aquarius della ong Sos Mediterranée prosegue la sua rotta verso la Spagna, dove dovrebbe approdare domattina, la giornata vive del botta e risposta tra Salvini e la ong Lifetime e delle reazioni alla linea intransigente del vicepremier.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini torna infatti ad alzare il tiro contro i battelli delle ong. Che d’ora in poi, ribadisce su Facebook,

“dovranno cercarsi altri porti (non italiani) dove dirigersi”, proprio come la Aquarius perché, spiega il leader leghista, “l’Italia non vuole più essere complice del business dell’immigrazione clandestina”.

Da ministro e da papà

“Buona giornata amici”, si apre così il post del vicepremier. “Mentre la nave della Ong Aquarius naviga verso la Spagna (arrivo previsto domani mattina) altre due navi di Ong con bandiera dell’Olanda (Lifeline e Seefuchs) sono arrivate al largo delle coste della Libia, in attesa del loro carico di esseri umani abbandonati dagli scafisti”.

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Sulla legittimità delle Ong ha parlato anche il procuratore antimafia Federico Calfiero De Raho.

“L’assenza della polizia giudiziaria sulle navi che vanno a recuperare i migranti è un grave ostacolo alle indagini sul traffico di uomini”, ha dichiarato De Raho. Il magistrato ha precisato che a frenare “la lotta alle organizzazioni criminali è il disordine negli interventi.

Questo determina l’impossibilità di avere polizia giudiziaria sulle navi”.

Le Ong: “Vogliono farci sparire” – “Vogliono farci sparire”. Il messaggio che arriva dal mondo delle Ong dopo l’offensiva del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, è unanime.

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“Quello che sta succedendo oggi – osserva Giorgia Linardi, portavoce di SeaWatch – è il tentativo di cancellare la presenza di occhi liberi e indipendenti che raccontino quello che succede in mare”.

Proprio la ong tedesca con la sua Sea Watch 3, martedì ha rinunciato a prendere a bordo 42 migranti soccorsi dalla nave militare americana Trenton perché da Roma non è arrivata l’autorizzazione a portarli in Italia.

Per Riccardo Gatti, capo missione della spagnola Proactiva Open Arms

“questa criminalizzazione, l’attacco alle ong e le azioni volte a farci sparire sono andate crescendo: eravamo 12 ora siamo rimaste in 4” ed “anche la magistratura ci ha attaccato. C’è qualcosa di orchestrato in tutto questo”.

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