Condividi

Al momento dello schianto, alle 13.44, Andrea Anzolin aveva alle spalle quasi dieci ore di lavoro. Era partito prima dell’alba da Alonte, un paesino del Vicentino dove l’azienda per cui lavorava ha un deposito. Il suo compito era andare a Livorno per caricare di gpl l’autocisterna che guidava e ritornare ad Alonte in Veneto. Durante il viaggio di andata ha avuto nessun problema, al ritorno, all’altezza di Borgo Panigale, il tamponamento con un tir e poi l’esplosione in cui è morto. La Stampa ricostruisce i dettagli delle ultime dieci ore dell’autista.

Arrivato a Livorno ha fatto sapere all’azienda di essere giunto a destinazione, erano le 8.30 di lunedì 6 agosto e aveva già percorso i primi 312 km del suo viaggio:

Leggi anche:  Incidente in pista a Misano: il pilota Simone Mazzola è grave: "Danni neurologici"

Iniziano le operazioni di carico del gas. Finalmente spegne il motore. Forse si riposa per un paio di ore. Alle 10.30 chiama l’azienda: «La cisterna è carica, ho ricevuto i documenti per il trasporto. Parto subito». In Veneto lo aspettano per scaricare il Gpl alle 15.30, massimo alle 16. Ma alle porte di Bologna è costretto a rallentare la marcia. «Code a tratti», indicano i cartelli e avvisa il bollettino radio. Lui prosegue, come sempre, da autista instancabile. Fino alle 13.44. L’ora del grande schianto. «Improvvisamente abbiamo perso il contatto del Gps», dicono dall’azienda veneta. «Subito abbiamo chiamato la polizia».

Leggi anche:  Nicky Hayden, la preghiera dei fratelli "ricordatelo così"

Gli agenti che indagano sul caso hanno escluso il colpo di sonno: poco prima dello schianto Anzolin, che era un conducente esperto, aveva affrontato un altro ingorgo. La causa del tamponamento, quindi, sarebbe stata una distrazione:

Guardando e analizzando le tante immagini dell’incidente, gli agenti hanno una certezza: non è possibile che l’autista dell’autocisterna si fosse addormentato sul volante perché poco prima del tamponamento esplosivo era passato indenne attraverso un altro ingorgo. Lo aveva superato senza problemi, tra frenate e piccole accelerazioni. Poi la disattenzione. Che ha rischiato di provocare una strage.

Ricevi gratuitamente e direttamente sulla tua casella di posta elettronica aggiornamenti sul mondo delle Forze dell’Ordine, Video, Consigli e info su Concorsi nelle Forze Armate
Potrebbero interessarti anche
Articolo precedenteBrancaleone, treno investe ed uccide due bimbi: grave la madre
Prossimo articoloTorino, "Mio figlio, allucinato dal crack, mi ha violentato per ore": il terribile racconto di una donna

Nessun commento

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.