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test gravidanzaI medici si scusano per il referto sbagliato e risarciscono la donna con 15mila euro

Modena, 12 febbraio 2014 – Gianna aveva l’amante. Naturalmente il fidanzato non lo sapeva e poiché il suo nome, cioè il nome del fidanzato, è Fortunato, il caso ha giocato un po’ a suo favore. Nel senso che almeno è venuto a saperlo in tempi rapidi. Cosa che lì per lì gli ha fatto rompere tutto quello che aveva intorno ma che alla lunga gli ha evitato l’umiliazione del dileggio dei modenesi. E fin qui nulla di strano.

L’ESAME -Il fatto è che Gianna ha confessato l’avventura perché si trovava in una situazione più unica che rara e per lei sfortunatissima. Gli eventi parlano chiaro. Succede cioè che un bel giorno, dopo alcuni esami clinici che aveva fatto in seguito a un certo malessere, il Centro di analisi al quale si era rivolta le aveva consegnato un referto medico dal quale risultava essere incinta, al terzo mese. «Oddio!», deve aver esclamato spaventata dalla notizia. Ma la sua preoccupazione non era dovuta tanto al bimbo che aveva in grembo e che desiderava da tempo. No, a tormentarla era il pensiero del marito. Non sapeva come dirglielo. Perché Fortunato non poteva avere figli e, dunque, quella era la prova schiacciante del suo tradimento. Per Gianna furono settimane maceranti. Fino a che, stretta dai tempi e da una realtà incontrovertibile, decise di riconoscere l’adulterio.

L’ABBANDONO- Come già detto, Fortunato non ci ha più visto ed è passato prima alla distruzione del salotto, poi a fare le valigie e infine ad andarsene di casa. La sorpresa è però tutta nel finale. Perché da una successiva verifica sullo stato di salute della pancia, Gianna si è trovata di fronte a un referto inimmaginabile: qui non c’è alcun bambino in arrivo. La signora non era incinta, non lo era mai stata. E dunque, c’era stato un errore medico. Un errore per lei terribile, al punto da indurla a confessare il tradimento mandando all’aria il vicino matrimonio.

LA REAZIONE- A quel punto è stata lei a non vederci più: immediata richiesta dei danni al Centro medico, dove i dottori hanno potuto solo alzare le mani e fare mea culpa. Tutto si è risolto con 15 mila euro di risarcimento. L’avvocato Matteo Mion, suo difensore, si è detto soddisfatto: «Ci siamo messi d’accordo subito senza ricorrere al tribunale per l’evidenza dei fatti». Ma Gianna sta ancora scuotendo la testa.

Andrea Pasqualetto
Fonte: Corriere della Sera

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