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In Italia i poliziotti e i militari che vivono apertamente la loro omosessualità sono pari al 5-10%, un dato in linea con quello nazionale, ma in tanti nascondo il loro orientamento sessuale sul posto di lavoro. Per loro, fare outing è ancora tabù. E’ questa l’opinione dell’associazione Lgbt Polis Aperta, che punta l’indice contro gli stereotipi e i condizionamenti sociali e culturali.
Simonetta Moro, presidente dell’associazione Lgbt delle forze dell’ordine, sostiene infatti all’Adnkronos che: “c’è ancora molta strada da fare sulla via dei diritti”. E ancora: “I gay e le lesbiche in uniforme che vivono apertamente la propria omosessualità sono tra il 5 e 10% in Italia. Un dato che rispecchia la media generale delle persone Lgbt nella nostra società, si tratta di una stima approssimativa visto che la maggior parte degli uomini e le donne in divisa nasconde ancora il proprio orientamento sessuale sul luogo di lavoro”.

Secondo Simonetta Moro: “Molti poliziotti e militari hanno paura di fare coming out. Hanno paura che rivelare il proprio orientamento sessuale possa bloccare la carriera. D’altronde, nei loro ambienti è ancora forte la cultura machista: in taluni casi si passa dalle discriminazioni nei confronti delle donne a quelle nei confronti delle persone Lgbt, il più grande tabù oggi resta quello delle persone transessuali che non possono accedere né in Polizia, né nelle Forze armate. La transessualità è considerata una patologia, quindi una causa di congedo dal servizio o di esclusione rispetto ai requisiti di assunzione”.
“Il problema è che se i vertici del nostro Paese non prendono posizione contro l’omofobia, la cultura purtroppo resta quella del pregiudizio. Apprezzo certamente l’intervento della ministra Pinotti sulla strada del cambiamento: ritengo che le sue recenti dichiarazioni, in occasione del matrimonio da lei stessa celebrato tra due ragazze a Genova, siano storiche e che segnino una tappa importantissima, legata all’introduzione delle unioni civili, di apertura alla diversità finalmente anche nelle Forze armate”

Riccardo Ghezzi
Roma, 12/10/2016

 

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