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Tumori: malato dopo 30 anni di talco, maxi-risarcimento in Usa

Un uomo ha sostenuto di aver usato prodotti a base di talco per decenni, e che proprio l’inalazione della polvere gli avrebbe causato il mesotelioma

Continuano negli Stati Uniti le cause intentate da malati di tumore che collegano la patologia all’uso prolungato di borotalco. Questa volta un tribunale del New Jersey ha riconosciuto a una coppia 37 milioni di dollari di risarcimento danni:

lui si è ammalato di tumore dopo aver usato la polvere profumata per più di 30 anni.

‘esito non è sempre scontato. Nel novembre scorso una giuria californiana si è pronunciata a favore di J&J proprio in un procedimento correlato all’amianto.

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Il processo Lanzo è il primo in New Jersey, Stato che ospita il quartier generale della J&J.

L’azienda, insieme ad altre società specializzate nella produzione di talco, si trova a fronteggiare negli States migliaia di cause separate che insistono su un legame tra l’uso di talco sui genitali e il tumore alle ovaie.

Lanzo ha sostenuto davanti alla corte di aver usato prodotti della Johnson&Johnson come ‘Shower to Shower’ e ‘Baby Powder’ per decenni, e che proprio l’inalazione della polvere di talco avrebbe causato il suo mesotelioma.

Dal canto suo J&J ha sottolineato che i propri prodotti a base di talco non contengono amianto, elemento divenuto un requisito legale indispensabile dagli anni Settanta nel Paese.

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Nella causa intentata da Lanzo, la giuria ha diviso la responsabilità tra J&J (70%) e Imerys Talc (fornitore del minerale, 30%).

La coppia Lanzo aveva accusato la compagnia di aver nascosto ai consumatori informazioni sui rischi legati all’amianto nei suoi prodotti a base di talco fin dagli anni Sessanta.

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J&J ha assicurato di aver condotto test a tappeto per avere la certezza che i suoi prodotti non fossero contaminati.

La corte, però, si è pronunciata a favore della coppia e inizierà la seconda fase del processo la prossima settimana, per considerare ulteriori misure.

«Siamo delusi da questa decisione», ha detto Carol Goodrich, portavoce di J&J, rinviando ulteriori commenti al termine della vicenda.

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