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Molti nostri amici si domandano quali sono le vere novità che ci attendono dalla nuova funzione “anti-bufale” di Facebook. Intanto ricordiamo cosa abbiamo anticipato nelle due puntate precedenti: l’International Fact-checking Network (IFCN), un’organizzazione privata di istituti di analisi e ricerca sul web, con sede negli Stati Uniti, ha elaborato un codice di cinque princìpi utile affinchè tutti i siti web di notizie possano accertare che non siano notizie pregiudizievoli e quindi accettare di pubblicarle.
Facebook ha annunciato che anche il più grande social network del mondo accetterà queste regole, ed affiderà il suo controllo ad “organizzazioni di controllo di terzi” che sono firmatari del suddetto codice di principi.
Nello specifico Facebook istituirà un nuovo pulsante che permetterà agli utenti di segnalare una notizia che ritengono falsa contestandola; a questo punto uno dei partners preposti al controllo effettuerà una verifica sulla notizia, ed in maniera del tutto indipendente deciderà se la segnalazione è corretta e la notizia è realmente falsa. La notizia a questo punto verrà segnalata con una sorta di “bollino rosso”, con un link che spiegherà il motivo della contestazione; come ulteriore esito della contestazione Facebook non divulgherà la notizia nel News Feed. Vi renderete conto del potere che avranno queste aziende, perché ormai nella società del 21° secolo chi controlla la diffusione delle notizie su Facebook in pratica controlla la libertà di espressione e la libertà di conoscenza da parte dei cittadini.

È qualcosa di enorme, e di pericolosissimo per la libertà e la democrazia.

Ma quali sono, dunque, i 5 principi elaborati dall’IFCN per le aziende che verificheranno la veridicità delle notizie, e quindi che ne decideranno la sorte, su Facebook?

Ecco cosa dovranno dichiarare le aziende di controllo:

1. IMPEGNO PER NON ESSERE DI PARTE E PER LA CORRETTEZZA
“Abbiamo fatto i controlli utilizzando lo stesso standard per ogni controllo fatto. Seguiamo lo stesso processo per ogni notizia da controllare e lasciamo che siano le prove a dettare le nostre conclusioni. Non sosteniamo o assumiamo posizioni politiche su questioni che riguardano ciò che dobbiamo verificare”.

2. IMPEGNO PER LA TRASPARENZA DELLE FONTI

“Vogliamo che i nostri lettori siano in grado di verificare i nostri stessi risultati. Forniamo tutte le fonti in dettaglio sufficiente affinchè i lettori possano replicare il nostro lavoro, ad eccezione dei casi in cui la sicurezza personale di una fonte potrebbe essere compromessa. In questi casi, forniamo quanti più dettagli possibile”.

3. IMPEGNO PER LA TRASPARENZA DI FINANZIAMENTI E ORGANIZZAZIONE

“Siamo trasparenti sulle nostre fonti di finanziamento. Se accettiamo finanziamenti da altre organizzazioni, ci assicuriamo che i finanziatori non abbiano alcuna influenza sulle conclusioni che raggiungiamo nei nostri rapporti. Noi forniamo in dettaglio il background professionale di tutte le figure chiave nella nostra organizzazione, e rendiamo pubblica la nostra struttura organizzativa e giuridica. Indichiamo chiaramente un modo con il quale i lettori possano comunicare con noi”.

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