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Avevano legato un pitbull a mo’ di “impiccato”, con una corda al collo inchiodata nella parte alta del muro, costringendo così il povero cane a dover stare in piedi, con le zampe anteriori appoggiate al muro. Il tutto, senza neppure una spiegazione da parte del padrone, quando le forze dell’ordine hanno fatto l’incredibile scoperta di questo ed altri maltrattamenti subiti dal cane.

Il pitbull, riporta Fanpage, era di proprietà di un trentaseienne di Cercola, il quale era anche sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari per reati in materia di armi e stupefacenti, ai quali ora si aggiunge l’accusa di maltrattamento di animali. Il blitz dei Carabinieri del nucleo Radiomobile del Reparto Operativo di Napoli con l’ausilio di personale della sezione Napoli dell’Organizzazione Internazionale Protezione Animali, ha permesso di liberare da una vera e propria schiavitù il cane, al quale era stata anche praticato il cosiddetto “taglio delle orecchie”, ovvero la conchectomia bilaterale, e che era in condizioni igienico-sanitarie pessime, oltre ad essere legato in quella posa tutt’altro che naturale.

L’indagato non è poi riuscito a fornire una spiegazione a quel tipo di comportamento nei confronti del cane.

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