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La Legge 104 / 92 regola i permessi lavorativi finalizzati all’assistenza, all’integrazione sociale e ai diritti delle persone portatrici di disabilità. Tuttavia sono in molti a non conoscere i dettagli di questa normativa e a non sapere come procedere per poterne usufruire.

La Legge attualmente è il risultato di varie modifiche, e particolare rilevanza l’assume l’art. 33, che disciplina le agevolazioni destinate ai lavoratori affetti da disabilità e agli eventuali familiari.

Ecco i dettagli.

Chi può usufruire della Legge 104?

I permessi retribuiti possono essere richiesti sul posto di lavoro sia pubblico che privato, direttamente al proprio datore di lavoro. Ad averne diritto sono:

Persone affette da disabilità con contratto individuale di lavoro dipendente. Inseriti in questa categoria anche i lavoratori con contratto part-time. Esclusi invece i lavoratori autonomi e quelli parasubordinati.

Familiari lavoratori dipendenti: genitori biologici o adottivi o affidatari di figli disabili conviventi.

 

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Coniuge lavoratore dipendente. Da questa categoria rimane escluso il convivente ‘more uxorio’.

Parenti o affini fino al II grado lavoratori dipendenti: figli, nonni, nipoti, fratelli, suoceri, generi, nuore, cognati conviventi con la persona affetta da disabilità.

Parenti fino al III grado lavoratori dipendenti: zii, nipoti, bisnonni, bisnipoti.

Negli ultimi tempi ci sono state alcune novità nel settore, infatti con circolare numero 38/2017, l’Inps ha allargato la platea dei beneficiari dei permessi destinati anche alle parti di un’unione civile e ai conviventi di fatto.

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Legge 104, in arrivo il bonus da 1.900 euro per chi assiste familiari disabili

È attualmente all’esame del Senato il nuovo Testo Unico in materia dicaregivers familiari, con nuovi benefici fiscali e detrazioni per i familiari che assistono un disabile, ai quali si aggiunge il bonus di 1.900 erogato dall’Inps.

Si tratta di un testo che non è ancora stato approvato in via definitiva e che nasce dalla fusione di ben tre disegni di legge presentati al fine di introdurre nuove misure a favore di chi assiste un proprio familiare disabile. Quali sono le novità? Ce le spiega QUIFINANZA

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BONUS DA 1900 EURO – Nel confermare le agevolazioni fiscali vigenti, il Testo Unico in materia di assistenza disabili ne introduce anche di nuove. Nel dettaglio:

  • bonus disabili di euro 1.900 annui, erogato o sotto forma di contributo economico o di detrazioni fiscali per chi assiste un familiare disabile avente età pari o superiore agli 80 anni;
  • contributi previdenziali figurativi per la pensione;
  • possibilità di richiesta di part-time e telelavoro da casa;
  • riconoscimento della qualifica di caregiver familiare;
  • tutela per le malattie ed assicurazione del caregiver;
  • permessi legge 104;
  • ferie solidali.

COS’È – Il bonus assistenza familiari rientra nel pacchetto di misure previste in favore di coloro che assistono un proprio familiare con disabilità, più tecnicamente noti come “caregivers”. Il bonus, di importo pari ad euro 1.900 è riservato a chi presta assistenza ad un proprio familiare disabile di età pari o superiore agli 80 anni.

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COME VIENE EROGATO – Può essere erogato in due modalità differenti:

  • sotto forma di detrazione fiscale, per coloro che assistono un familiare disabile ottantenne entro il terzo grado di parentela, a condizione che sia senza reddito o abbia un reddito Isee inferiore ad euro 25mila all’anno. L’erogazione, in questo modo, comporta una riduzione dell’Irpef pari al 19% delle spese sostenute per l’assistenza, fino ad un massimo di 10mila euro annui. Per l’ottenimento del bonus, il caregiver è tenuto a presentare ed a conservare lo stato di famiglia contenente il nominativi dell’assistito, nonché l’Isee;
  • sotto forma di contributo monetario erogato dall’Inps, avente durata di 1 anno.

A CHI SPETTA – Il bonus viene riconosciuto:

  • ai caregivers che prestano cura ed assistenza ad un parente entro il terzo grado di parentela, di età pari o superiore a 80 anni;
  • ai caregivers in possesso dello stato di famiglia e dell’Isee 2018;
  • ai caregivers senza reddito o con reddito Isee inferiore a euro 25mila annui, per fruire del bonus in forma di detrazione fiscale;
  • ai caregivers privi di reddito o totalmente o parzialmente incapienti, per fruire del bonus come contributo in soldi erogato dall’Istituto di previdenza sociale.
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