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Il treno triste di Matteo: ogni fermata una contestazione

Ad Ascoli una piccola folla che gli grida buffone, a Brindisi un contestatore portato via a forza dalla scorta, a Pescara gli urlano “Vergogna”

Ad Ascoli una piccola folla che gli grida buffone, a Brindisi un contestatore portato via a forza dalla scorta, a Pescara gli urlano «Vergogna», a Polignano (Bari) altri insulti da una piccola e rumorosa folla.

Il tour ferroviario di Renzi con il suo treno del Pd si è trasformato in una via crucis. Sul versante adriatico del Paese, a ogni fermata una contestazione, che Renzi minimizza: «Due col telefonino che non riprendono chi applaude». In qualche occasione lui ha provato a lanciare una battuta conciliante, ma con scarso successo.

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