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Un fenomeno mai accaduto negli ultimi trent’anni: la Lega si consolida sopra quota 30%, attestandosi al 31,2% (+1,1), distanzia ulteriormente il Movimento 5 Stelle (stabile al 29,8%), il Pd (in leggera risalita al 18,9%) e Forza Italia (in ulteriore calo, all’8,3%) ma quel che conta, secondo i dati raccolti da Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera, è il “trend” da marzo a oggi, lo racconta LiberoQuotidiano

una mobilità elettorale marcatissima, con il partito di Matteo Salvini arrivato al governo con il 17% e in grado di raddoppiare il proprio gradimento nel giro di 3 mesi. A farne le spese sono gli (ex) alleati del centrodestra, certo, ma pure quello pentastellato di governo.

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Tre elettori grillini su 4 oggi confermerebbero il loro voto al M5s, mentre i delusi si dividono tra astensione (13%), Lega (9%) e Pd (1%). Secondo Pagnoncelli, invece, la Lega sta confermando il suo bacino elettorale e sta avanzando ulteriormente tra “i ceti più popolari, le persone meno istruite, casalinghe, pensionati e disoccupati e tra i cattolici che partecipano saltuariamente alle funzioni religiose”.

Salvini raccoglie l’approvazione sia sui temi (migranti, responsabilità dell’Europa, legittima difesa, rottamazione delle cartelle esattoriali, uso del contante) sia sui toni aggressivi e sugli “obiettivi” dei suoi attacchi (Emmanuel Macron, Mario Balotelli, Roberto Saviano).

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