Condividi

Padova, attivista del centro sociale Pedro inventa pestaggio da parte della polizia: condannato per calunnia

Mentre ancora si discute di reato di tortura, approvato pochi giorni fa, così inizia un breve articolo di queste ore apparso sul quotidiano locale online PADOVA OGGI: “Si è inventato tutto Zeno Rocca, attivista del centro sociale Pedro, che nel 2014 aveva accusato gli agenti del reparto mobile e di una volante di averlo pestato. Immaginaria anche la frattura alla costola”

di L.C. – Ci sarebbe qualche retroscena da raccontare, ma di questo episodio ci limiteremo a ricordare i passaggi salienti, soprattutto quelli che vedono coinvolti i meccanismi mediatici, la cosiddetta “macchina del fango”.

Questa è la storia di un attivista di un centro sociale che un bel giorno di tre anni fa pensò bene di accusare la polizia padovana di violenze: non esattamente originale, diciamolo. Così racconta infatti l’huffingtonpost in un articolo datato 11 Marzo 2014

Pestato alla fermata del tram e tenuto per sette ore in cella di sicurezza in Questura nonostante avesse una costola rotta. E’ la denuncia che vede come protagonista Zeno Rocca (…) Un furgone della celere ha frenato bruscamente facendo uscire, secondo i racconti di Rocca, dagli otto ai dieci celerini che lo avrebbero minacciato afferrandolo per il bavero: “Toccaci così poi ti insacchiamo di mazzate”. E poi: “Ti arrestiamo. Dacci i documenti”. Zeno, racconta la sua legale Aurora D’Agostino all’HuffPost, era spaventato: “Continuava a chiedere come mai si accanissero, non stava facendo niente di male. Molto probabilmente lo avevano riconosciuto e avevano deciso di fermarsi”.

Secondo il racconto del giovane, che presto potrebbe essere confermato dagli studenti in uscita a frotte dalle scuole, gli agenti in tenuta antisommossa – ieri a Padova la visita della ministra all’Istruzione Stefania Giannini – lo hanno accerchiato e colpito fortemente al torace, al collo e alla testa. “Poi mi hanno portato in Questura e lasciato per sette ore in cella di sicurezza senza la possibilità di contattare un avvocato

Leggi anche:  Perde i risparmi di una vita all’autogrill. Glieli restituisce la Polstrada “Servono per comprare una fisarmonica”

Un racconto che in un paese normale avrebbe suscitato qualche goliardica pacca sulla spalla ed un invito all’autore a dedicarsi ad altre attività. Non che si voglia affermare santità della totalità degli uomini dei reparti mobili d’Italia, ma viene da pensare che se anche la polizia fosse un covo di donne e uomini estremamente malvagi, cinici e sanguinari (e noi sappiamo benissimo non essere così), anche il più sadico tra i sadici avrebbe ritenuto poco  opportuno un gesto tanto gratuito, plateale e soggetto a tritacarne mediatico. Insomma, una trama poco credibile anche per un film di fantascienza di basso livello – ma evidentemente non così poco per certi media italiani, i quali nelle ore successive e senza sollevare alcun dubbio, titolarono:

“Padova, attivista No Tav pestato a sangue in Questura. L’avvocata: “Fermato senza motivo come Giuseppe Uva”

“Padova, attivista No Tav denuncia: “La polizia mi ha pestato alla fermata del tram”

Leggi anche:  Concorso per 1148 Allievi Agenti della Polizia di Stato: c'è la data

“Verona, l’attivista del Pedro contro la polizia: “Mi hanno pestato a calci e pugni e trattenuto per 6 ore”

La vicenda fu inoltre oggetto, ricordiamolo, di interrogazione parlamentare da parte del senatore del M5S Marco Scibona.

E qui concludiamo: dopo tre anni cosa resta di questa vicenda sui media?
Dopo tante immeritate accuse al famigerato “II Celere di Padova”, quanti quatidiani nazionali oggi riportano la notizia di questa ennesima calunnia alle forze dell’ordine?

* ringraziamo Lura Cipo per la concessione del testo

*Ringraziamo il giornale Online PadovaOggi di cui di seguito riportiamo parte dell’articolo inerente la condanna dell’attivista Zeno Rocca

“Due anni di reclusione e la condanna per il reato di calunnia. Si è inventato tutto Zeno Rocca, attivista del centro sociale Pedro, che nel 2014 aveva accusato gli agenti del reparto mobile e di una volante di averlo pestato. Immaginaria anche la frattura alla costola.

MALTRATTAMENTI FASULLI. I fatti risalgono al marzo del 2014, quando Rocca aveva sporto denunciato i presunti maltrattamenti (…)

LA SENTENZA. Giovedì mattina è arrivata la sentenza del giudice: condanna a 2 anni e 1 mese per calunnia, mentre nessun capo d’accusa per la resistenza a pubblico ufficiale. Adesso i giudici cercheranno di capire se l’attivista del centro sociale ha ancora qualche residuo di condizionale o se dovrà finire in carcere. Zeno Rocca non può più mettere piede a Padova: nel gennaio del 2015 il questore gli ha dato un foglio di via della durata di 3 anni.”

Ricevi gratuitamente e direttamente sulla tua casella di posta elettronica aggiornamenti sul mondo delle Forze dell’Ordine, Video, Consigli e info su Concorsi nelle Forze Armate
Potrebbero interessarti anche
Articolo precedenteCrotone, scossa di terremoto a Isola Capo Rizzuto: magnitudo 3.2
Prossimo articoloVIDEO: GLI INVITATI SI DIVERTONO AL MATRIMONIO.