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Poliziotti con la “P” maiuscola: “Mio papà mi ha insegnato ad essere umile e rispettare le leggi…”

DI SOSTENITORI.INFO – Da sempre noi della redazione di SOSTENITORI.info, come vuole il nome, abbiamo riservato una certa attenzione nei confronti degli appartenenti alle forze dell’ordine e non solo negli episodi di cronaca

che certamente ottengono sempre ampio spazio ma anche nella denuncia delle condizioni di lavoro ed infine, non meno scontato, nelle storie dei Servitori dello Stato.

La vita privata e la facciata pubblica di operatori della sicurezza a contatto con il cittadino. Storie, anche le più ordinarie, frutto però di una quotidianità mai banale nè scontata, per via di un ruolo all’interno della società davvero troppo importante e fin troppo spesso denigrato.

Con la stessa sensibilità abbiamo spesso accolto le testimonianze dei famigliari.
Perchè un buon poliziotto ha alle proprie spalle, anche una grande famiglia.

Tra le nostre intenzioni infatti, c’è anche quella di tenere accesi i riflettori sui parenti degli uomini in divisa e talvolta, purtroppo, caduti in servizio.

I famigliari infatti troppo spesso sono lasciati in secondo piano: l’oblio e il dolore di fratelli, sorelle, vedove, figli rimasti orfani.

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Così come il ricordo e le testimonianze di chi ha reso grande l’Italia con il proprio servizio ed ora si gode il meritato riposo  in pensione, o chi ancora, pur nella grandezza della propria professionalità, magari scomparendo per motivi non inerenti il servizio, non ha potuto “godere” di quel (sempre troppo blando) occhio di riguardo riservato alle vittime del dovere.

Oggi riportiamo la testimonianza di Rossella, che ha voluto raccontare la storia di suo papà nel nostro gruppo

Mio padre è nato nel 1949 a Limatola,piccolo paesino in provincia di Benevento, a 18 anni si arruola nella Polizia di Stato. Frequenta il corso a Bolzano e presta servizio a Roma nella polizia a cavallo facendo servizio a Trastevere per circa due anni e in questo periodo partecipa 2 volte alla grande parata del 2 giugno insieme al suo cavallo Paola. Poi venne trasferito a Palermo dove conobbe mia mamma, si sposarono e crearono la nostra famiglia formata anche da un fratello e un altra sorella.

Ricordo con tantissima nostalgia quando ancora piccolissima mi portava all aeroporto di BoccadiFalco ( quarto reparto volo) ero affascinata da tutte quelle divise, dagli elicotteri da tutto l’ambiente.

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Ci sono tornata il mese scorso con in braccio mio figlio e vi lascio immaginare l emozione sempre viva nel mio cuore. Mio padre mi ha insegnato ad essere umile e rispettare le leggi. Ha sempre onorato la divisa e svolto il proprio lavoro seriamente e con professionalità.

Ma non ha mai approfittato mai e dico mai della divisa, neppure quando una volta ahimè distrattamente passò col rosso e si stava facendo fare la multa se non fosse stato per mia mamma che disse che era un collega. Mio padre è , è stato e sarà un modello per me e mi auguro che un giorno anche mio figlio dirà lo stesso di me”

Raccontaci anche tu la storia di un tuo caro, o se fai parte o hai fatto parte delle forze dell’ordine, un tuo ricordo, una tua testimonianza diretta.

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