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«Ops incidente». Due fantocci in divisa da poliziotti, «spalmati» su un furgone in corteo, circondato da migliaia di persone che inneggiano alla «depenalizzazione dell’utilizzo ludico e medico della Cannabis». Così, il giorno dopo, mentre gli organizzatori della «Cannabis Parade» festeggiano il successo della manifestazione nazionale antiproibizionista tenutasi sabato scorso nel centro di Torino con un «botto di affluenza», dall’altra parte scoppia il caso della provocazione confezionata da alcuni attivisti anarchici. Provocazione messa in scena su un furgone di altoparlanti portato in corteo lungo il percorso, sul quale è stato simulato, sulla parte anteriore del mezzo, l’investimento di due fantocci raffiguranti agenti del reparto mobile della polizia, personale impiegato in genere nei servizi di ordine pubblico: quali manifestazioni, cortei, incontri sportivi. La Digos ha già avviato un’indagine per identificare gli autori. La prossima settimana invierà una segnalazione in procura.

Ma esplode la protesta dei sindacati di polizia. Anche perché in piazza c’erano tre consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, oggi al governo della città: Damiano Carretto, Maura Paoli e Daniela Albano. Erano in testa al corteo. «Non abbiamo visto niente» dicono. E c’era il radicale Silvio Viale, tra i più attivi antiproibizionisti. Così la protesta rischia di diventare anche polemica politica. Duro il commento del segretario nazionale del Siulp, Felice Romano. «È una vera e propria barbarie che non può restare impunita – dice – Non esistono motivi o ragioni che possano consentire, a chicchessia, di commettere il reato di istigazione a delinquere per supportare le proprie ragioni. Il furgone con i due manichini vestiti da poliziotti, rappresentati come appena investiti, non solo è una cosa macabra, ma una “porcata” come è stata definita da alcuni».

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La manifestazione, che ha attirato 3 mila partecipanti, è stata organizzata dal centro sociale del Gabrio, dall’area «dissidenti» e dal circuito di Radio Blackout. Il furgone è stato allestito da un gruppo anarchico non torinese, in piazza Vittorio, al fondo del corteo. Questo furgone ha rovinato lo spirito della giornata? Silvio Viale, getta acqua sul fuoco, definendo la vicenda una goliardata. «La polemica – ha detto – mi è sembra del tutto esagerata. L’iniziativa arrivava da una frangia estremista del movimento che non cerca il dialogo producente con le istituzioni». E liquida come «strumentali» le reazioni dei sindacati di polizia e di alcuni politici locali, già in fermento.

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Alla presa di posizione del Siulp, si associano altri sindacati: Sap, Siap, Silp Cgil, e Ugl. Molti dei poliziotti che aderisco a queste sigle erano a Torino, sabato pomeriggio, a «vigilare sul corteo e a garantirne la sicurezza». Romano invita tutti a «prendere immediatamente le distanze da questo fatto, a partire dagli organizzatori della manifestazione» e annuncia esposto in procura. Per Daniele Tissone, segretario del Silp Cgil: si tratta di «una provocazione becera e inaccettabile, che avviene per altro alla vigilia della festa de lavoratori».

 

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