Condividi

Raffaele Damiani, poliziotto e scrittore si getta dal balcone. Morto sul colpo

Dopo aver pranzato, rinunciando al solito caffè, ha telefonato alla moglie.

Succede a Marina di Pisa e lo racconta Il Tirreno in un articolo di Pietro Barghigiani – “Mi butto dalla finestra” è stato il messaggio lapidario di un uomo che la morte l’aveva conosciuta e sfiorata per lavoro.

Poco dopo l’una di domenica 18 febbraio Raffaele Damiani, 74 anni, ex capo della squadra mobile della questura pisana, con un passato di autore di libri noir, ha deciso che il suo giorno era arrivato.

Quello che ha detto al coniuge non è stato uno sfogo momentaneo. Lo ha messo in pratica con la determinazione che solo chi decide quel passo senza ritorno riesce a dare al gesto.

Ospite da ottobre della casa di cura Padre Agostino da Montefeltro, in via della Repubblica Pisana a Marina di Pisa, Damiani dopo aver pranzato con gli altri residenti è andato nella sua camera singola.

Leggi anche:  Non passa gli esami e non ha i soldi per pagare la rata universitaria, Lara si uccide a 19 anni

Ha spostato la sedia sotto il davanzale e, dopo aver aperto la finestra, c’è salito sopra per poi darsi uno slancio dal secondo piano dell’edificio.

Il corpo è finito sul marciapiede lungo la litoranea.

L’Sos dei passanti e l’arrivo delle ambulanze delle Pubbliche Assistenze di Marina e Pisa non ha modificato il destino che l’ex poliziotto si era scelto.

Una morte istantanea che ha richiamato sul posto i carabinieri. Sono stati sentiti gli ospiti e il personale dell’istituto, oltre alla moglie.

Nessun dubbio sulla volontà di Damiani di togliersi la vita. Un’ombra, dovuta anche allo stato di salute, si era allungata nella sua mente.

Nato ad Alia, in provincia di Palermo, nel maggio 1943 Raffaele Damiani a 27 anni entra in polizia e dopo Catania e Nuoro per due anni è commissario a Orgosolo.

Leggi anche:  I poliziotti del Reparto Mobile donano una casetta ai terremotati

 

Raffaele Damiani

 

Nel 1975 l’arrivo a Pisa, una città che lo adotterà e in cui rimarrà a vivere coltivando con la pensione il suo piacere per la scrittura.

Nei suoi libri dà vita a un personaggio, il giovane commissario Elia Vittori.

Protagonista di diversi pubblicazioni ispirate alla Sicilia e agli intrecci malavitosi con la sorpresa, nel febbraio 2006,

di essere stato scelto dalla casa editrice della Rai, la Eri, per il suo libro di allora, “Una storia di mafia” ancora in cerca di editore.

A sua insaputa i familiari avevano inviato il manoscritto alla trasmissione “Il treno

dei desideri” e il risultato in diretta fu la soddisfazione di essere diventato un autore pubblicato dalla Rai.

I suoi racconti sono stati inseriti anche nelle selezioni del giallo pisano. Domenica 18 l’epilogo con la sequenza non scritta, ma vissuta, dell’ultimo capitolo della sua esistenza.

Articolo precedenteTragica morte per la Caporalmaggiore dell'Esercito Simona Forte. Lascia un bimbo di tre anni
Prossimo articoloInseguono magrebini, auto dei carabinieri si scontra con una vettura: cinque feriti