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A fine anno scade il mandato del comandante generale indagato, prorogato da Gentiloni. In pole c’è il vice, che arriva dalla Nunziatella come Ultimo. Ma il generale di corpo d’armata lo insidia.

A gennaio 2017 è stato prorogato di un altro anno dal governo di Paolo Gentiloni, ma il prossimo 15 gennaio 2018 il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette, nominato nel 2015 dall’esecutivo di Matteo Renzi, sarà costretto a lasciare l’incarico. La questione è rilevante per la politica e non è di poco conto per l’Arma, già da tempo scossa dall’inchiesta Consip, che vede Del Sette indagato per favoreggiamento e rivelazione di segreto istruttorio insieme con il comandante della legione Toscana Emanuele Saltalamacchia. Non solo.

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Lo stato di subbuglio dentro la Benemerita sembra continuare, soprattutto dopo il ritorno del Capitano Ultimo (al secolo Sergio De Caprio), appena uscito dai servizi segreti, a quanto pare sempre per i veleni che continuano a circolare intorno all’indagine sulla centrale acquisti della pubblica amministrazione dove sono indagati pure Tiziano Renzi, padre dell’ex premier, e il ministro per lo Sport Luca Lotti.

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