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Stangata del governo sulle sigarette elettroniche: da 2,50 a 7,50 euro la boccetta! ‘Svapatori’ in rivolta

«Siamo nella situazione paradossale che in Italia le sigarette costano meno rispetto ad altri Paesi, mentre gli strumenti a rischio ridotto (come le sigarette elettroniche, ndr) costano molto di più».

In queste poche parole del deputato Dem, Sergio Boccadutri, è descritta la rivoluzione – o involuzione – che si è abbattuta sui fumatori di e-cig italiani.

Lo riporta il giornale BUSINNES INSIDER.

Con l’ultima finanziaria infatti il governo ha voluto mettere mano trasferendone il controllo al Monopolio di Stato il settore delle sigarette elettroniche, equiparandole quelle tradizionali, imponendo così la stessa tassazione fissa di 0,37344 euro più Iva per ogni ml.

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Nel concreto, significa, 5 euro fissi ogni flacone da 10 ml di liquido da vaporizzare, indipendentemente se esso contenga o meno nicotina.

Il settore delle sigarette elettroniche vale oggi oltre 300 milioni di euro l’anno, con oltre 1,5 milioni di “svaporatori” attivi, che coinvolge circa 3.500 operatori e conta con l’indotto 30 mila posti di lavoro.


Facile pensare che questa leva fiscale in breve tempo, ammazzerà il mercato.

Un “regalo” alle grandi industrie del tabacco, dice sempre la lobby delle svapo, concepito e inserito nel Decreto fiscale dall’ex sottosegretario di Ala, Simona Vicari,

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oggi non più in carica perché indagata dalla Dia di Palermo per una vicenda di iva abbassata dal 10 al 4% sui trasporti marittimi in cambio di un Rolex.

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