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Il piano del Governo per svuotare le carceri: benefici anche per reati gravi. Lega “dal governo un regalo ai criminali”

Basta svuota carceri mascherati da finte riforme” è questo il grido di indignazione di Erika Stefani, Senatore della Repubblica eletta tra le fila della Lega Nord.

Basta benefici e scarcerazioni a criminali e delinquenti. È vergognoso che per il Pd la priorità del nostro Paese sia quella dei carcerati, quando in realtà è proprio l’esatto contrario con un’esigenza crescente di sicurezza” continua ancora Stefani

Le dichiarazioni di Gentiloni, che ha annunciato che nel cdm del 22 febbraio porterà il ddl della riforma dell’ordinamento penitenziario, vero e proprio svuota carceri, confermano che al Pd stanno molto più a cuore le esigenze dei delinquenti che quelle degli onesti cittadini

 

 

A riportare le dichiarazioni è il sito PoliziaPenitenziaria.it, periodico online di riferimento del sindacato di categoria SAPPE

È inaccettabile che un provvedimento del genere venga portato a termine a camere sciolte,

con le perplessità della Direzione nazionale antimafia e le fortissime contrarietà dei sindacati di Polizia Penitenziaria e delle associazioni delle vittime del dovere e di vittime di reato.

Con la Lega al governo sarà l’esatto contrario: benefici e privilegi ai cittadini e non a chi si macchia di reati e sangue“.

Il piano del Governo per svuotare le carceri: benefici anche per reati gravi e senza il parere della Direzione Nazionale Antimafia 

 

 

“Ottomila detenuti oltre la capienza, sprint per approvare la riforma prima dell’insediamento del nuovo governo. Più misure alternative e tutele sanitarie: “Atto di civiltà”. lo riporta il quotidiano La Stampa in un articolo di Matteo Indice

“Il premier Paolo Gentiloni ha annunciato che entro la fine della legislatura sarà approvata la riforma dell’ordinamento penitenziario voluta dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando.

Un passaggio quasi epocale, poiché è previsto l’allargamento della platea di chi può ottenere benefici anche se condannato per reati gravi, mentre saranno aumentate le tutele sanitarie in carcere.

 

 

L’insorgenza di “gravi problemi psichici” durante la detenzione è equiparata a quella d’importanti menomazioni fisiche, con possibilità di sospendere la pena dietro le sbarre”

Niente cella se la condanna è inferiore ai quattro anni

In carcere non entrerà più chi ha riportato condanne inferiori ai quattro anni o ne deve scontare poco meno, combinando riforme del codice penale e dell’ordinamento penitenziario:

“Viene innalzato da 3 a 4 anni – si legge nell’ultima versione dello schema di decreto legislativo – il limite massimo di pena inflitta o residua entro cui sono consentite misure alternative”, parificando così la soglia per i domiciliari a quella per l’affidamento in prova ai servizi sociali.

(…)

 

Benefici anche dopo reati gravi restano esclusi boss e terroristi

Il tema più spinoso riguarda la concessione di benefici come lavoro esterno, permessi premio, affidamento in prova e detenzione domiciliare a una serie di detenuti inquadrati secondo l’articolo 4 bis (diverso dal 41 bis) dell’ordinamento penitenziario.

I bonus saranno preclusi ai condannati per associazione mafiosa o terrorismo, ma al contrario di prima accessibili a chi ha riportato pene per riduzione in schiavitù, prostituzione minorile, tratta di persone, violenza sessuale di gruppo, pornografia minorile e associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga.

Un ergastolano (in Italia sono oltre 1.000) potrà chiedere la semilibertà in anticipo sui vent’anni minimi di espiazione fissati fino ad oggi, se in precedenza ha fruito senza problemi per almeno cinque anni dei permessi che gli vengono concessi dal decimo di reclusione.

 

Fuori dalla lista nera anche senza l’ok dell’antimafia

Viene sottratto al vertice della Direzione nazionale antimafia il potere di stoppare l’uscita dalla lista nera in cui non si possono ottenere benefici.

Il via libera, con il quale va certificata l’assenza di collegamenti con associazioni mafiose del detenuto che sta per ottenere agevolazioni, sarà concesso dalla Procura del distretto in cui era avvenuta la condanna.

(tratto da un articolo di Matteo Indice – La Stampa, 19 febbraio 2018)

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