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Tari. Tassa rifiuti “calcoli sbagliati” su garage, soffitte e cantine: arrivano i rimborsi per i 4 anni passati

Tari. Tassa rifiuti “calcoli sbagliati”: arrivano i rimborsi per i 4 anni passati

Possiedi garage, soffitta, cantine e hai dovuto pagare la tari?

Recentemente, una interrogazione parlamentare ha portato alla luce uno ‘strano’ fenomeno, ovvero un raddoppio illegittimo della quota variabile della tassa sulla spazzatura da parte di numerose amministrazioni locali.

A seguito della notizia e del malumore che ne è conseguito il Ministero dell’Economia ha diffuso una circolare in cui chiarisce tutti i dubbi entrando nel merito dell’imposta.

La circolare è riportata dal sito LA LEGGE PER TUTTI.

Il Ministero ha dunque chiarito che una eventuale quota variabile “va calcolata una sola volta in relazione alla superficie totale dell’utenza domestica. Dunque, se una casa ha un garage o una cantina pertinenziale – riporta il sito – la quota variabile è unica in quanto le persone che vivono nell’appartamento e utilizzano le pertinenze sono sempre le stesse”

 

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Ne consegue che se il tuo comune ha applicato la quota errata, avrai diritto al rimborso

Per capire se il conteggio è stato corretto o meno, e se si ha quindi diritto ad eventuali rimborsi, è sufficiente prendere una ricevuta di pagamento della Tari degli anni passati e leggere il dettaglio dell’imposta.

COME FARE? E RISPETTO AGLI ANNI PRECEDENTI COME COMPORTARSI?

Valendo la prescrizione fino al quinto anno, i rimborsi possono essere chiesti fino al quinto anno.

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Da tenere a mente però che la tassa è stata istituita solo nel 2014

 

 

Come detto, la domanda va fatto entro i cinque anni. Chiarito ciò, per chiedere il rimborso, inviare una raccomandata a.r. o PEC al comune nel quale si risiede.

Non sono necessarie particolari formalità, solo indicare tutti i dati del contribuente necessari all’identificazione di oggetto e quote

Mentre, sempre secondo il portale La Legge per Tutti, nel caso in cui il la locale amministrazione non dovesse rispondere, sarà necessario fare ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale entro 60 giorni

 

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