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Un ex terrorista rosso tra gli invitati. E’ successo davvero.

Sergio Segio, ex Prima Linea, invitato in carcere per discutere di riforme penitenziarie: l’ira dei sindacati

Un ex terrorista invitato a discutere di riforme. Nuova polemica in corso sul ruolo degli ex-terroristi rossi protagonisti degli anni di piombo. Sergio Segio, ex leader dell”organizzazione terroristica Prima Linea, sarebbe  stato invitato nel carcere torinese delle Vallette per discutere niente meno che di riforme penitenziarie.

Armando Spataro, Il capo della procura di Torino, dopo avere avere appreso la circostanza  dagli organi di rappresentanza della Polizia Penitenziaria, afferma, in una nota, di avere richiesto al direttore della Casa circondariale l’invio di materiale sull’evento.

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Non si è fatta attendere la reazione delle sigle sindacali del corpo.
“L’Italia è il Paese sempre più strano nel quale chi, negli anni, ha combattuto, armi in pugno, le Istituzioni democratiche e repubblicane vorrebbe oggi dare lezioni di morale auspicando “che nessuno tocchi Caino”.   Chi, insomma, è stato riconosciuto dalla magistratura responsabile, anche morale, della tragica morte di innocenti servitori dello Stato, chi ha trucidato Abele, vorrebbe dare lezioni di moralità anziché essere starsene ai margini della società civile, calpestando il dolore mai sopiti dei familiari dei Caduti uccisi dalla follia ideologica terrorista.

Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del SAPPE: Sindacato Autonomo della Polizia Penitenziaria.

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La nonchalanche con cui è stato accolto un ex terrorista che sempre assassino rimane, condannato per gravi fatti di sangue, tra cui l’omicidio di un agente di custodia, dimostra la mancanza di rispetto per le vittime del terrorismo e per i caduti del corpo“, si esprime così sulle pagine di Repubblica, Leo Beneduci segretario generale di OSAPP PENITENZIARIA, che ha denunciato tra i primi il fatto.

 

 

Non è il primo caso che coinvolge carcere di Torino. La scorsa primavera infatti, Liviana Tosi (altra ex appartenente a prima linea), aveva visitato il carcere sollevando l’indignazione delle sigle sindacali della polizia penitenziaria, e che ora chiede le dimissioni del ministro Andrea Orlando.

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