TONELLI, DODICI GIORNI DI SCIOPERO DELLA FAME: “VADO AVANTI”

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Gianni Tonelli, segretario generale del sindacato Sap, è al suo dodicesimo giorno di sciopero della fame. Una protesta dura, debilitante, ma che per ora non mostra alcun segno di cedimento.
In questa intervista in esclusiva per Sostenitori delle Forze dell’Ordine, ci spiega le ragioni.
Tonelli, siamo al dodicesimo giorno, perché questa decisione?
“Le ragioni vengono da lontano. Noi, come sindacato Sap, abbiamo più volte negli ultimi due anni denunciato i tagli lineari operati dall’attuale governo. E per questo siamo oggetto di continue intimidazioni.
I tagli hanno conseguenze devastanti: forze dell’ordine sotto organico, personale meno addestrato, concorsi che vengono tagliati, mezzi e risorse inadeguate. In realtà la situazione sta perdurando da troppi anni, non riguarda solo l’attuale governo ma anche i precedenti, con altre maggioranze. Ai tempi del governo Berlusconi, nel 2010, dicevamo quasi le stesse cose”.
I tagli lineari si riflettono sulle condizioni di lavoro?
“Faccio un esempio emblematico: nel 1992 le risorse stanziate per le divise ammontavano all’equivalente di circa 90 milioni di euro. Oggi siamo a poco più di 15 milioni. Non si parla di tagli, ma di vere e proprie decapitazioni. Quando dico che siamo costretti a comprarci le divise, non lo dico per scherzo”
Insomma, siamo tutti meno sicuri…
“Le condizioni in cui sono costretti a lavorare gli operatori delle forze dell’ordine sono queste, in tempi di terrorismo islamista non è una bella notizia. Abbiamo visto tutti quello che è accaduto a Parigi e in altre zone d’Europa”.
Però chi denuncia queste situazioni viene sospeso dal servizio…
“Il collega che a Ballarò ha mostrato davanti alle telecamere caschi e giubbotti inadeguati è stato accusato di aver truccato le prove, di aver mostrato materiale rottamato e non più in uso. E’ un’accusa falsa che mi ha spinto a denunciare il capo della polizia Pansa e il questore di Roma D’Angelo.

Dopo la denuncia e la conferenza stampa, ho iniziato lo sciopero della fame. E’ in gioco la libertà di parola e di critica, la libertà di denunciare le condizioni in cui sono costretti a lavorare gli operatori delle Forze dell’Ordine”.
Lei ha parlato di intimidazione nei confronti del Sap. Conferma?
Non solo. Io penso che tutto questo abbia un input politico. Stiamo parlando di un collega dirigente con una promozione in corso per merito straordinario, che attualmente si trova senza stipendio con una figlia piccola. E se dopo la mia denuncia e durante il mio sciopero della fame ancora nessuno si è fatto sentire, ho la conferma dell’input politico.
Quindi ritiene che la sospensione del collega sia una decisione che non arriva solo dai vertici della polizia, ma da ambienti politici?
E’ solo la mia opinione, ma quanto sta succedendo lo sta confermando.
Almeno dal presidente Sergio Mattarella ha avuto risposte?
Ancora no. Credo che il presidente stia valutando e finché non si farà sentire continuerò con lo sciopero della fame.
Come si sente? Qualche giorno fa i medici Le hanno consigliato un ricovero…
E’ dura. Mi sento come una persona in sciopero della fame da dodici giorni. Ma non è il momento dei ricoveri, vado avanti.

Roma, 01/2/2016

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