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Vitalizi, la rabbia dell’ex parlamentare: “Il Pd li taglia, ho sbagliato a non rubare. L’Italia merita i ladri”

Né pensione, né vitalizio. L’ex finiano Enzo Raisi rischia di ritrovarsi a bocca asciutta se in Parlamento dovesse passare la riforma, in discussione in queste ore, sulle pensioni di deputati e senatori. “Ho sbagliato a fare politica e a non rubare, grazie Italia, vi meritate i ladri”, dice Raisi dal suo buen retiro spagnolo, in cui si è trasferito una volta lasciata la politica italiana e bolognese, dove per anni ha solcato la scena prima come big di An, poi consigliere comunale e infine uomo “forte” della giunta Guazzaloca.

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Lo sfogo è su Facebook, ma riceve in un attimo decine di commenti (molti di solidarietà). “Dunque – riepiloga l’ex braccio destro di Fini e assessore bolognese al commercio – ho pagato per quasi 20 anni l’Inps, poi ho smesso perché sono diventato parlamentare e, avendo il vitalizio, non volevo giustamente accumulare pensioni”. E queste già sono le prime trattenute previdenziali svanite “perché non cumulabili con il vitalizio, essendo due gestioni diverse”.

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Poi è il turno dei suoi anni a Montecitorio: “Ho pagato per 15 anni i contributi per il vitalizio” e nel caso della sua ultima elezione, cioè la legislatura Prodi, “ho sborsato oltre 50mila euro per i due anni e mezzo mancanti” (visto che il governo cadde a metà del mandato, nel gennaio 2008).

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