10mila morti Covid in una settimana: la tragedia degli States è il fallimento di Trump

Il bilancio dei morti provocati dal coronavirus negli Stati Uniti ha superato la soglia dei 160mila: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Solo una settimana fa, il 29 luglio, erano 150mila. Diecimila unità in appena 7 giorni dunque. I dati dell’università americana indicano che i decessi nel Paese sono ad oggi 160.090 a fronte di 4.881.974 casi confermati. Il presidente Donald Trump però insiste: abbiamo “uno dei tassi di mortalità più bassi del mondo”, ma secondo il sito della stessa università Johns Hopkins, gli Usa sono al quarto posto tra i 20 più colpiti dalla pandemia (col 4% della popolazione mondiale ma quasi il 23% dei decessi).

Le cifre (senza senso) di Trump
Trump ha poi precisato che se si tolgono dal calcolo gli stati di New York e del New Jersey gli Usa sono “tra i più bassi”: un conteggio che tuttavia pare non aver molto senso logico, dato che si tratta di un pezzo d’America (quello New York conta 19,5 milioni di abitanti, mentre lo stato del New Jersey 8,9). Anche a Jonathan Swan, giornalista del sito americano Axios, il Presidente USA ha insistito sul fatto che gli Stati Uniti siano il Paese migliore al mondo nella lotta alla pandemia: al cronista ha mostrato statistiche e rapporti ufficiali che dimostravano quanto fosse basso il rapporto morti-contagiati.

Il confronto tra USA e altri Paesi
Ma il punto, ha aggiunto Swan, non era questo ma il numero di vittime rispetto alla popolazione. Infatti, come mostrano i dati della Johns Hopkins University, gli Usa sono quarti al mondo per numero di morti ogni 100mila abitanti (dopo Regno Unito, Perù e Cile) mentre sono 14° per rapporto tra contagi e decessi.