Roma, 13enni molestate da due migranti. Residenti inferociti

Così accade di nuovo che decine di persone si radunino davanti ai cancelli di un centro di accoglienza per invocarne la chiusura.

Era già successo in via del Frantoio, nemmeno un anno fa, ai primi di settembre. E succede ancora, oggi, ne parla il Giornale.

La cancellata non è la stessa, stavolta siamo poco distante, in via Venafro, ma al di là della barriera ci sono comunque dei migranti. Le accuse di chi, ieri sera, si è dato appuntamento davanti al presidio umanitario, dove la Caritas dà accoglienza ai minori stranieri non accompagnati, sono pesanti.

Due ospiti della struttura, entrambi minorenni di nazionalità albanese, avrebbero molestato due ragazze, 12 e 13 anni.

Al passaggio delle ragazzine, infatti, sembra che i due diciassetteni, affacciati alla finestra, si siano abbassati gli indumenti mostrando le parti intime.

Parte così, immediato, un tam tam di telefonate che dal cellulare dei genitori delle due vittime si diffonde a quello di parenti, amici, conoscenti, residenti.

Alla fine, lì davanti, sono in cinquanta. La protesta è pacifica, ma energica nei toni. Sul posto si precipitano anche le forze dell’ordine e, secondo quanto si apprende da Il Messaggero, i carabinieri di Santa Maria del Soccorso hanno già identificato i due minorenni.

Uno di loro, proprio oggi, compie 18 anni. Entrambi sono stati denunciati per “atti osceni in luogo pubblico”.

Secondo Mauro Antonini, responsabile del Lazio per CasaPound Italia, “i residenti del Tiburtino III, già abbandonati dalle istituzioni, costretti a vivere nel degrado della periferia, dei quartieri dormitorio, senza condizioni di sicurezza, per di più a contatto forzato con gli immigrati dei centri di accoglienza, sono saturi”.

L’esponente delle tartarughe frecciate punta il dito contro l’amministrazione locale e il Comune di Roma e avverte: “La misura è colma”.

Gli fanno eco anche dal Comitato Tiburtino Terzo Millennio. A parlare è il suo responsabile, Marco Continisio, che rincara la dose: “Tutto questo è inaccettabile, la convivenza coatta con gli immigrati è una vera e propria bomba sociale pronta ad esplodere da un momento all’altro”.

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