15enne bocciata pensa al suicidio, l’agente Silvia la convince a vivere

SOS1306557Verona, 21 agosto 2013 – Settantacinque minuti: tanto è durata la telefonata a Verona tra Silvia, una poliziotta del 113, e un’adolescente di 15 anni, intenzionata a suicidarsi dopo aver ingerito alcolici. La ragazzina, preoccupata per una bocciatura scolastica, minacciava di buttarsi dal balcone di casa dell’amica dov’era ospite.

Drammatica la conversazione, durante la quale la giovane ha manifestato la volontà di farla finita perché «sfiduciata nella vita», dicendo anche di sentirsi «inutile e trasparente». Le parole della poliziotta Silvia, dopo un’ora e 15 minuti, l’hanno indotta a lasciar perdere il gesto autolesionistico. Alla poliziotta ha indicato il luogo dove si trovava e da dove stava chiamando; nel frattempo una pattuglia di Volante si è recata sul posto e qui ha atteso la ragazzina. Gli agenti l’hanno convinta a fare rientro a casa dove l’hanno affidata alla madre. Il questore di Verona ha espresso parole di apprezzamento alla poliziotta.
Appena ieri, invece, era stato un 23enne al telefono con la polizia ad annunciare il proprio suicidio: in questo caso però era riuscito nel suo intento.



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