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Tanto terribile da essere difficilmente immaginabile la verità emersa in questi ultimi giorni rispetto un caso di cronaca risalente lo scorso ottobre

Vicenza – Una ragazza di appena 15 anni della provincia di Vicenza venduta a due orchi per un po’ di droga da una donna che la ragazzina considerava quasi come una sorella maggiore. Questa è la terribile storia raccontata in queste ore dai quotidiani locali e rivelata sul web da un articolo del Giornale

Protagonisti, oltre la quindicenne, una donna del doppio della sua età e due amici, più o meno coetanei, di origine marocchina. Tutti sono finiti agli arresti domiciliari: il provvedimento è scattato Venerdì per ordine del Gip del tribunale di Vicenza che ha definito i fatti di eccezionale gravità.

Ingannata, tradita e venduta a due uomini – L’episodio occorso nell’Ottobre 2018, si sarebbe verificato all’interno dell’abitazione della donna arrestata, dalla 15enne considerata quasi come una sorella maggiore. Secondo la ricostruzione infatti sarebbe stata proprio la 30enne a preparare la trappola attirando la ragazzina e dandola in pasto ai due complici.

I coinvolti hanno consumato droga e costretto la minorenne ad assumerla, probabilmente sotto minaccia “schiacciandole la testa sulla sostanza”. Molto chiara l’indignazione del gip “mercificata e ingannata”, una vera e propria “trattativa sulla sua pelle”.

Dopo la droga, i due malviventi hanno stuprato a turno la giovanissima per due giorni di seguito. Accompagnata nella camera dall “amica” e lasciata da sola in compagnia dell’orco: secondo la ricostruzione, i due complici avrebbero anche assistito allo stupro nel quale pare sia stato usato anche un sex toy. La ragazza avrebbe pianto e urlato. La stessa scena si sarebbe ripetuta

Secondo quanto riportato dal Giornale,che cita come fonte Fanpage, la 30enne ha rispedito l’accusa al mittente e rivolgendosi al padre, dopo uno sfogo sui giornali “Tutto quello che tua figlia ha fatto a casa mia era consapevole, io non ho costretto nessuno e sua mamma sapeva che veniva da me per divertirsi”.

La donna, si legge sul Giornale, ammette l’esistenza di un rapporto sessuale, dicendo però che sarebbe stato assolutamente consenziente.

Dopo mesi di indagini, si è arrivati agli arresti. La quindicenne non aveva raccontato sin da subito l’accaduto per paura e vergogna

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