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Non esistono disturbi che permettono inequivocabilmente di riconoscere l’insorgenza di un tumore, ma fenomeni che inducono a rivolgersi al proprio medico per escludere questa eventualità o affrontarla il prima possibile nel migliore dei modi

SEGNALI GENERALI

Stanchezza eccessiva e non giustificata – È facile sentirsi stanchi a causa dei ritmi di vita familiare o lavorativa e non è sempre facile definire quando questa sensazione rientra nella norma oppure può essere spia di una condizione patologica. Se però il senso di debolezza e affaticamento non migliora col riposo o persiste nel tempo è meglio chiedere al proprio medico un esame del sangue per individuare un’eventuale anemia, una condizione caratterizzata dalla carenza di emoglobina nei globuli rossi. L’anemia può avere molte cause, ma in alcuni casi poco frequenti rivela la presenza di leucemie oppure di tumori solidi che, sanguinando impercettibilmente ma a lungo, deprivano l’organismo delle sue scorte di ferro.

Perdita di peso involontaria – Si insiste tanto sui benefici del perdere peso, a tal punto che ogni etto in meno è quasi sempre interpretato in senso positivo. Se però il dimagrimento è significativo e non si può spiegare con un cambiamento degli stili di vita (non necessariamente una vera e propria dieta, ma anche l’introduzione di nuove abitudini alimentari diverse dalle precedenti, o un incremento sostanziale dell’attività fisica), è bene escludere che a provocarlo sia una malattia, non necessariamente tumorale. È consigliabile parlarne con il proprio medico, indipendentemente dal fatto che vi sia o meno perdita di appetito, per tutti o per determinati alimenti. Con il medico sarà eventualmente possibile capire meglio il problema.

Febbre – Il rialzo della temperatura corporea è tipico delle malattie infettive, e nella maggior parte dei casi dura pochi giorni, il tempo necessario alle difese dell’organismo a eliminare batteri e virus. Se persiste per settimane o mesi oppure ricorre di frequente, può indicare la risposta a infezioni particolari, più difficili da combattere. Talvolta la febbre può riflettere la risposta del sistema immunitario ad alcune forme di tumore, soprattutto linfomi e leucemie.

Ittero – La colorazione giallastra della pelle e delle sclere, cioè la parte bianca dell’occhio, è tipica di molte malattie del fegato e delle vie biliari, che nella maggior parte dei casi sono di natura diversa dal cancro. Talvolta un tumore in questi organi può ostruire il normale deflusso della bile, provocando un aumento della concentrazione di bilirubina nel sangue e quindi il tipico colorito itterico.

Abbondanti sudorazioni notturne – Capita alle donne in menopausa di svegliarsi nel cuore della notte completamente bagnate di sudore. Il fenomeno può essere provocato in entrambi i sessi e a tutte le età anche da infezioni e dall’uso di certi medicinali, ma può anche rivelare la presenza di particolari forme di tumore, come certi linfomi.

Prurito – La comparsa di un prurito persistente e diffuso a tutta la superficie del corpo può dipendere da una pelle troppo secca o da varie condizioni banali, ma può anche essere specchio di una malattia del fegato o di un linfoma.

Dispepsia – La dispepsia, con nausea o mal di stomaco, è un disturbo molto comune, soprattutto dopo pasti abbondanti, grassi o molto speziati. Se tuttavia compare improvvisamente, è particolarmente fastidiosa o dolorosa e persiste nel tempo, occorre farla valutare dal medico.

SEGNALI LOCALIZZATI

Noduli o rigonfiamenti – È importante conoscere il proprio corpo per cogliere con prontezza la comparsa di un nodulo prima inesistente. Le donne sono informate su questa eventualità e sanno di doversi subito rivolgere al medico se sentono un nodulo al seno, ma anche se si accorgono di altri cambiamenti nel suo aspetto, per esempio arrossamenti o rigonfiamenti cutanei o alterazioni del capezzolo. Anche gli uomini tuttavia possono sviluppare molto più raramente un tumore mammario e non devono quindi trascurare gli stessi segnali. Inoltre devono abituarsi a riconoscere la presenza di ingrossamenti a livello dei testicoli, ricordando che i tumori che si sviluppano in questa zona guariscono ormai nella stragrande maggioranza dei casi. In entrambi i sessi, e anche nei bambini, rigonfiamenti sospetti si possono formare anche a livello del collo, dell’inguine o sotto le ascelle. Spesso si tratta di linfonodi ingrossati in risposta a stimoli infettivi o condizioni infiammatorie. Se queste formazioni persistono per più di tre settimane, tendono ad aumentare di volume o sono poco mobili, è bene farle controllare perché potrebbero essere il primo segno di un tumore in un organo adiacente, oppure di una leucemia o di un linfoma.

Nei – Come per la comparsa di noduli, anche l’aspetto della propria pelle va ben conosciuto e tenuto sotto controllo. È normale che nel corso della vita compaiano nuovi nei. Ma se questi hanno un aspetto diverso dagli altri, prudono, sanguinano, aumentano rapidamente di dimensione o cambiano forma e colore nel giro di settimane o mesi è bene farli controllare. Queste precauzioni sono particolarmente importanti per chi ha avuto casi di tumore della pelle in famiglia oppure ha la pelle chiara, si scotta facilmente, o tende ad avere efelidi o molti nei.

Vesciche o ulcere – Lesioni di questo tipo che compaiono sulla pelle o sulle mucose della bocca, della vulva o del pene devono essere fatte vedere al medico. Possono avere cause infettive oppure, come le afte in bocca, associarsi a condizioni di particolare stanchezza e stress, ma anche queste, se non si risolvono in tre settimane, richiedono accertamenti.

Tosse e/o voce rauca – Anche disturbi comuni come la tosse o l’abbassamento della voce, se non passano in tre settimane, tendono a peggiorare o si accompagnano a striature di sangue, devono essere riferiti al medico, soprattutto in un fumatore o in un ex fumatore, più a rischio per tumori del polmone e della laringe.

Difficoltà a deglutire – In presenza di una sensazione di dolore o di una difficoltà a deglutire (disfagia) che dura da due settimane è bene escludere la presenza di un tumore dell’esofago.

Difficoltà a urinare – I disturbi urinari sono molto comuni soprattutto negli uomini a partire da una certa età, ma sono frequenti anche nelle donne giovani. In questo secondo caso derivano più spesso da infezioni delle vie urinarie, mentre negli uomini dipendono nella maggior parte dei casi da un ingrossamento benigno della prostata, normale con il passare degli anni. Sarà il medico a valutare se nel singolo caso occorrono ulteriori accertamenti per escludere che il disturbo non nasconda un tumore.

Difficoltà a respirare – La mancanza di fiato si accompagna all’avanzare dell’età e soprattutto nei bronchitici cronici può essere importante. Tuttavia se compare in una persona sana o peggiora in tempi brevi è bene parlarne con il proprio medico.

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