La liberazione di Dozier

James Dozier28 gennaio 1982 – La liberazione di Dozier.
Il generale statunitense James Dozier, in mano alle Brigate Rosse da quaranta giorni, è liberato a Padova, con la forza, grazie all’intervento del Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza, i Nocs, composto da agenti superspecializzati. Dozier, all’epoca del sequestro, è il capo dei servizi logistici e amministrativi della Nato in Italia.
Dall’irruzione alla liberazione dell’ostaggio, passano esattamente 90 secondi.

James Lee Dozier (10 aprile 1931) era un generale statunitense.
Ha ottenuto il grado di generale sottocapo di Stato Maggiore Logistico. Fu rapito dalle Brigate Rosse a Verona il 17 dicembre 1981 mentre era comandante della NATO nell’Europa meridionale. Il sequestro avvenne nel suo appartamento intorno alle 18 a opera di un commando di tre uomini e una donna: Antonio Savasta, Pietro Vanzi, Cesare Di Leonardo e Barbara Balzerani, che entrarono in casa travestiti da idraulici, Giovanni Ciucci che rimase in strada alla guida dell’automezzo su cui venne caricato il generale. La moglie di Dozier fu invece trovata immobilizzata.
Fu liberato a Padova il 28 gennaio 1982, al culmine delle indagini guidate da Umberto Improta, con un’incursione dei NOCS dopo 42 giorni. Fu lo stesso presidente Reagan a congratularsi via telefono per la sua liberazione.
Il sequestro Dozier è considerato l’episodio che segna l’inizio del declino delle Brigate Rosse in Italia dopo gli eventi degli anni di piombo.

Il Nucleo operativo centrale di sicurezza, meglio conosciuto con l’acronimo NOCS è l’Unità Speciale Antiterrorismo della Polizia di Stato italiana. Nato nel 1974, per iniziativa del Prefetto Emilio Santillo, con decreto del ministro dell’interno di allora, Francesco Cossiga, per meglio fronteggiare la minaccia terroristica in Italia si è specializzato in operazioni ad alto rischio quali liberazione di ostaggi, cattura di pericolosi criminali o servizi di sicurezza e scorta per alte cariche dello Stato.
I NOCS spesso si trovano a lavorare insieme al GIS (Gruppo intervento speciale) dell’Arma dei carabinieri, che differiscono però dai primi in quanto corpo militare, appartenente alle forze speciali italiane.