Danni collaterali (terza parte)

art003La comunità scientifica squarcia il velo del silenzio.

È almeno dal 2001 che una parte della comunità scientifica cerca di puntare l’attenzione su altre cause, oltre all’uranio impoverito, per spiegare l’insorgenza di neoplasie nei militari italiani.
Il primo studio comparso in Italia porta la firma del prof. Franco Nobile, oncologo, attualmente presidente della Lega Italiana Tumori di Siena. Il prof. Nobile è stato nei Balcani, ha personalmente effettuato rilievi, acquisito campioni di terreno e acqua per studiare la presenza di uranio impoverito. Ma nulla: l’uranio impoverito non c’era, da nessuna parte. Almeno non in quantità preoccupanti. Non in misura maggiore rispetto a quanto ce ne sia in Italia.

E allora cosa provocava le malattie che aggredivano i militari?
L’elemento che ha attirato l’attenzione dello studioso è stata la grave immunodepressione presente in tutti questi militari. È stato a questo punto che, per la prima volta, si è pensato ai vaccini. In stretto collegamento con i paracadutisti di stanza a Siena (con cui la Lilt ha anche una convenzione per la diagnosi e la cura) il prof. Nobile ha chiesto ai militari di poter vedere le schede vaccinali. “Alcuni di essi, credetemi, non hanno più spazio nel libretto per le numerosissime vaccinazioni somministrate, perché ogni volta che vanno in missione ne fanno molte”, ha affermato lo stesso prof. Nobile di fronte alla commissione parlamentare d’inchiesta che si occupa dell’argomento.
Secondo Nobile i vaccini non sono dannosi di per sé. Lo studioso riconosce la grande conquista scientifica rappresentata dai vaccini a cui va riconosciuto il merito di aver salvato milioni di vite. Ma somministrati in maniera scorretta, come sarebbe accaduto a molti militari, predispongono l’organismo, poi esposto a fattore patogeni, a patologie autoimmuni quali linfomi e leucemie. Insomma, aprono le porte.
Più incisivo del prof. Nobile è il prof. Massimo Montinari, medico e dirigente della Polizia di Stato. Da tempo il prof. Montinari cura i bambini che hanno sviluppato patologie, soprattutto autistiche, in seguito, secondo quanto sostiene, alla somministrazione delle vaccinazioni obbligatorie nei primi mesi di vita.
Neppure Montinari esclude la pericolosità dell’uranio impoverito. Ma l’esposizione, secondo lo studioso, deve essere massiccia e prolungata affinché ciò avvenga. “”un soggetto dovrebbe ingerire per via orale almeno 70 grammi di terriccio contaminato per rischiare l’insorgenza di una malattia tumorale”. Le esposizioni dei militari invece, prosegue Montinari, non sono state prolungate nel tempo. Comunque non abbastanza da poter stabilire una correlazione diretta tra esposizione e malattia.
Ma il prof. Montinari dice di più: negli Stati Uniti già da molto tempo (dal 1999 in particolare) è stata individuata nei vaccini una delle principali cause (oltre all’esposizione a sostanze tossiche con cui erano venuti a contatto) della cosiddetta “Sindrome del Golfo”, vale a dire quella serie di patologie insorte nei veterani della prima Guerra del Golfo. Osservazioni ormai ufficiali e di dominio pubblico, pubblicate su “Military Medicine”. “I militari impegnati in zone operative, sottoposti a vaccinazioni multiple ed esposti nell’ambiente a vaporizzazioni di pesticidi nel corso dell’operatività sul territorio di guerra, hanno presentato l’insorgenza di patologie autoimmunitarie nei 6-8 anni seguenti il conflitto”, afferma il prof. Montinari.
Poi, però, anche grazie agli studi condotti sui bambini affetti da patologie neoplastiche (in aumento) e neurocerebrali, rincara la dose, rivelando un altro particolare a dir poco inquietante. Nei vaccini, infatti, sarebbe presente DNA umano, utilizzato come stabilizzante, al fine di dare al vaccino una validità prolungata nel tempo. Questa pratica è iniziata nel 2000, quando, negli Stati Uniti, è stato vietato il Thimerosal, un sale composto da mercurio e alluminio, sostanze ritenute responsabili dell’insorgenza di neuropatie importanti, fino all’autismo. Ebbene, una volta introdotto DNA “estraneo” nell’organismo, il sistema immunitario impazzirebbe, non sapendo più quale aggredire. E arrivando ad aggredire quello “originario”: ecco l’insorgenza delle malattie autoimmuni, nelle quali il sistema immunitario attacca l’organismo.
L’ultima, preoccupante, affermazione, arriva dal dottor Antonio Giordano, fondatore e presidente della Sbarro Health Research Organization di Philadelphia. Interpellato dalla giornalista Vittoria Iacovella per l’inchiesta di Repubblica su militari e vaccini, alla domanda “Cosa direbbe un medico a un ventenne che chiedesse un consiglio sul fatto che vogliono inoculargli tredici vaccini in un mese?” “Direi che sta per suicidarsi “, risponde lapidario. Eppure, da quanto risulta dalle cartelle vaccinali di molti militari, questo è successo veramente.

Fine terza parte.
Continua.

1° parte:
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