Rapina efferata a Saronno, killer ripreso da telecamere

SOS1306137Rho (Varese), 4 agosto 2013 – Maria Angela Patrizia Granomelli, 62 anni, è stata uccisa sabato pomeriggio nel suo negozio di bigiotteria a Saronno, in provincia di Varese. Secondo le prime ipotesi si tratta di una rapina: Granomelli, titolare de «Il dono di Tiffany», è morta per i calci e i pugni ricevuti da un uomo, poi fuggito dal retro del negozio portando con sè solo alcuni dei gioielli, un bottino comunque ritenuto non ingente.

«VIOLENZA INCREDIBILE» – La scena, durata una trentina di secondi, è stata ripresa nitidamente dalle telecamere di videosorveglianza installate nel negozio, nel pieno centro della cittadina: verso le 16.20 un uomo, vestito in calzoncini a quadri e maglietta, per circa tre quarti d’ora si è fatto mostrare collane e braccialetti, con un atteggiamento, definito dagli investigatori che hanno visionato i filmati, «tranquillo e rilassato». Poi, attorno alle 17, ha afferrato un astuccio rigido e ha colpito in testa la donna, che si era piegata, continuando poi a infierire con calci e pugni su tutto il corpo per una trentina di secondi «con una violenza incredibile».

LA PORTA CHIUSA – L’assassino si è trattenuto nel negozio fino alle 17.30, infilando alcuni gioielli nell’astuccio, poi è uscito da un ingresso sul retro del negozio facendo perdere le tracce. La porta d’ingresso, come sempre per ragioni di sicurezza, era stata chiusa a chiave e i passanti dall’esterno non si sono accorti di nulla. A lanciare l’allarme è stato il figlio della donna, che ha trovato il cadavere della madre in una pozza di sangue poco dopo le 20.

TELECAMERA DI SORVEGLIANZA – Le telecamere, installate nel negozio in seguito a un tentativo di rapina di pochi mesi fa, avrebbero inquadrato il volto dell’assassino. I carabinieri, che indagano sul caso, hanno lavorato per ore per rintracciare eventuali tracce e impronte del killer il quale, dopo l’omicidio, è fuggito con pochi gioielli. Secondo i primi accertamenti non sembra che la donna e il suo aggressore si conoscessero. Il valore dei gioielli sottratti non è stato ancora quantificato. Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero di Busto Arsizio, Nadia Calcaterra. L’autopsia sulla signora Granomelli verrà eseguita lunedì o martedì.

AMICI SOTTO CHOC – «Siamo sconcertati e sotto choc, non si può morire così»: lo ha detto un’amica di famiglia di Mariangela Granomelli. L’amica, insieme ad alcuni parenti e conoscenti, domenica mattina ha fatto visita al marito Vittorio e ai due figli della donna, che viveva in una grande villa con giardino a Uboldo, paese confinante con Saronno. «Abbiamo saputo stamattina della morte di Mariangela e abbiamo incontrato il marito e i figli – ha proseguito – questa l’Italia, spero solo che lo prendano in fretta».