Donna sfigurata da acido, individuato uomo da filmati

SOS1306322Genova, 14 agosto 2013 – I carabinieri di Genova impegnati nelle indagini sull’aggressione alla donna di 46 anni colpita con una sostanza acida al volto e alle braccia, hanno individuato nelle immagini della videosorveglianza l’immagine di un uomo ad un’ora e in un luogo compatibile con l’aggressione. Secondo quanto appreso, l’uomo aveva un cappellino come descritto dalla vittima e indossava una tuta.

Intanto le condizioni della donna migliorano. Secondo il bollettino medico dell’ospedale S.Martino di Genova, dove la donna e’ ricoverata, la lesione alla cornea dell’occhio destro ”si sta riducendo. L’occhio sinistro e’ moderatamente irritato e il braccio colpito dalla sostanza e’ stato sfasciato e presenta moderata irritazione. Permane l’edema labiale”. La donna potrebbe essere dimessa a breve.

LA STORIA E LA DINAMICA DELL’AGGRESSIONE – Ha urlato con tutta la voce che aveva in gola quando l’acido, forse soda caustica o comunque un detergente corrosivo, le è stato gettato in faccia. Subito si è portata le mani al volto e si è piegata su se stessa, mentre le sue colleghe si sono precipitate verso di lei per cercare di aiutarla: ma la donna, 46 anni, genovese separata con figli, è ora sotto choc. Ha la cornea dell’occhio destro danneggiata dall’acido, corrosa la mucosa delle labbra, una lesione sul braccio e tanta paura. A maggior ragione perchè chi le ha fatto questo ancora non ha un nome. Chi ha agito l’ha colpita alle spalle: alle 6 del mattino ha aspettato che la donna si avviasse verso lo spogliatoio dell’ ospedale Galliera di Genova, dove la donna – dipendente di un’azienda di servizi – fa le pulizie tutte le mattine. L’ha presa e immobilizzata stringendola con un braccio alla gola, e le ha versato l’acido sul viso. La donna ha alzato il braccio per difendersi, ma il liquido le è schizzato in faccia e nell’occhio destro. Poi, chi l’ha aggredita è scappato via, per i vialetti del giardino del Galliera. Aveva gli occhiali neri e un cappellino calato sul viso, sono gli unici indizi per arrivare a capire l’identità dell’autore del gesto. ”Non l’ho riconosciuto”, dirà più tardi la vittima ai carabinieri del nucleo investigativo di Genova che indagano su questo caso. E nemmeno le telecamere di sorveglianza saranno utili agli inquirenti, che comunque hanno aperto un fascicolo per lesioni gravi e stanno cercando ovunque il responsabile. In questa storia di certo c’è solo la difficile situazione sentimentale della donna che potrebbe aver innescato un insensato processo di gelosia. Per questo i carabinieri indagano sia nella cerchia di amici intimi della vittima, ma anche in quella familiare. I carabinieri hanno sentito l’ex marito della donna, che ha detto loro di non sapere ”chi possa essere stato a fare questo”. E ha fornito l’alibi di un intervento alla gamba che avrebbe provocato una momentanea zoppia tale da non consentirgli di correre. Per questo, il pm Arena ha disposto che si esegua una perizia su questa menomazione. Perizia anche sul tipo di materiale usato per sfigurare la donna che sembra essere un detergente particolarmente aggressivo e di uso comune. Chi ha aggredito la donna, adesso ricoverata all’ospedale San Martino di Genova, si è portato da casa ‘l’arma’ in una bottiglietta. La donna resterà in ospedale in osservazione perchè si vuol capire la reale entità del danno subito e perchè, peraltro, è in stato di choc.