Paolo Foglia

SOS1306348PER NON DIMENTICARE

Paolo Foglia (15 agosto 1967 – Bereguardo, 15 agosto 2002) è stato un cittadino bressese, deceduto il 15 agosto 2002 dopo aver salvato tre persone dalle acque del fiume Ticino.

Il 18 ottobre 2002 ha ricevuto una Medaglia d’oro al valor civile alla memoria nel novembre 2003 dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Ha ricevuto inoltre il premio Castèla d’Oro (benemerenza del comune di Bresso) e al suo nome sono state intitolate la piscina comunale di Bresso e una passerella ciclopedonale. (wikipedia)

Onorificenze

Medaglia d’oro al valor civile
«Con sprezzo del pericolo, non esitava a tuffarsi ripetutamente nelle impetuose acque di un fiume e dopo aver portato in salvo tre persone, ormai esausto, veniva risucchiato dalla corrente perdendo così la giovane vita. Fulgido esempio di nobile, disinteressata abnegazione e generoso altruismo spinti sino all’estremo sacrificio.» — Bereguardo (Pavia), 15 agosto 2002

Dalla cronaca dell’epoca:

Lo chiamano ormai “eroe del Ticino”. Morto nelle acque in tumulto del fiume dopo aver salvato un bambino e due adulti. E’ successo nel pomeriggio di Ferragosto quando Paolo Foglia, di Bresso (Milano), 35 anni, ha pagato con la sua vita, trascinato dalla corrente, il suo gesto di coraggio.

E’ stato addirittura sul punto di essere salvato l’uomo, ma non è riuscito ad aggrapparsi al remo di una barca che ha tentato di soccorrerlo. Come tanti altri, fra le decine di persone che avevano deciso di passare il Ferragosto sulle rive del Ticino, vicino al ponte imbarchi di Bereguardo, nel Pavese, Paolo Foglia aveva visto un uomo e una ragazza che cercavano di tirar fuori dall’acqua un bambino.

Il piccolo, un albanese di dieci anni, era entrato in acqua per fare il bagno ma è stato sorpreso dalle improvvise e fredde correnti del fiume. Non ce la faceva più, ormai stava annegando trascinato dalla forza dell’acqua. Il padre e una ragazza residente a Lacchiarella, nel Milanese, si erano subito precipitati in suo soccorso, ma anche per loro si stava mettendo male. A quel punto, mentre tanti altri assistevano senza intervenire, Paolo Foglia non ha esitato e si è gettato in acqua, riuscendo a mettere in salvo sia il bambino, sia il padre e la ragazza ormai anche loro allo stremo delle forze.

Foglia era riuscito a riportare a riva il piccolo albanese, il padre del bambino e la ragazza. Ma mentre stava per uscire anche lui, la corrente del fiume l’ha afferrato e trascinato via in un attimo. Dalla riva in tanti stavano cominciando a festeggiare il triplice salvataggio avvenuto ma non c’è stato tempo: la velocità con cui Foglia è stato risucchiato dalle acque del Ticino ha probabilmente impedito ad altri di correre tempestivamente in suo soccorso.

Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto una barca cercare di avvicinarsi a lui mentre tentava di riemergere dall’acqua: “Hanno provato ad allungargli un remo per farlo uscire – raccontano -, ma non c’è stato nulla da fare. Ha cercato inutilmente di aggrapparsi al legno, ma poi è stato inghiottito dall’acqua e non è stato più visto”. Quando il suo corpo è stato riportato a riva, Paolo Foglia era ormai morto.

Il piccolo albanese e suo padre sono entrambi ricoverati al San Matteo di Pavia. Il bambino, ora nel reparto di pediatria, potrebbe essere già dimesso domani o al più tardi domenica. Il padre invece è ancora in rianimazione, ma i medici sono fiduciosi sulla sua ripresa.

Paolo Foglia viveva a Bresso con la sua compagna. Aveva deciso di trascorrere al fiume la giornata di vacanza nel cuore dell’estate. Una vacanza di poche ore non lontano da casa, fatale. (repubblica.it)