68enne adescava ragazzini, ricariche in cambio di sesso. Arrestato.

SOS1306883Roma, 2 settembre – Ricariche telefoniche ad adolescenti in cambio di sesso. Aspettava i ragazzini all’uscita di scuola e li avvicinava con scuse banali. Protagonista, un pensionato di 68 anni già condannato per reati contro i minori.

Il primo approccio bonario, quasi da nonno, e poi quei doni tanto apprezzati dagli adolescenti d’oggi fatti di “preziosissime” ricariche per il cellulare, consumazioni al bar o tranci di pizza. Due quindicenni ci sarebbero quasi cascati ma la procura non esclude “il coinvolgimento di altri minori”. L’uomo, indagato per adescamento di minori e tentata prostituzione minorile, è attualmente in custodia cautelare in carcere. Ma in cella il 68enne (difeso dall’avvocato Andrea Palmiero) si sarebbe già dovuto trovare proprio in quei giorni di maggio-giugno (2013) nei quali andava a caccia di adolescenti fuori dalla scuola di un quartiere della capitale.

L’uomo, infatti, il 6 maggio 2010 era già stato condannato a quattro anni di reclusione “per fatti che appaiono per le modalità perfetta fotocopia di quelle per cui oggi si procede”. Ha invece scontato solo sei mesi di reclusione in una cella di Regina Coeli, per poi essere scarcerato e affidato alle cure degli specialisti. Interventi sanitari che evidentemente non hanno sortito l’effetto sperato se, come emerge dalle indagini della procura, si tratta di un “soggetto che è certamente aduso ad adescamenti avendo dimostrato facilità di approccio con i minori ed agevole dimestichezza nell’intrattenere comunicazioni telefoniche dal contenuto davvero sconcertante”. Ed era proprio la ricarica per il telefonino la chiave di accesso che permetteva al pensionato di scardinare l’iniziale diffidenza dei ragazzini. L’uomo dopo averli “avvicinati all’uscita da scuola, aver ottenuto il numero di telefono e aver instaurato con loro una messaggeria telefonica dal chiaro sfondo sessuale, induceva i ragazzi a compiere prestazioni sessuali dietro offerta di ricariche telefoniche soldi o altra utilità”.
Un vero predatore, sempre stando a quanto emerge dall’inchiesta della procura, che si era dotato di tre diverse utenze telefoniche così “da poter intrattenere contatti con più ragazzini”. Una delle vittime con la quale avrebbe avuto solo un “fidanzamento telematico” fatto, in pratica, unicamente di messaggi contenenti conversazioni piccanti via cellulare “ha dichiarato di ricevere dall’uomo promesse di anelli, vestiti e codici per ricaricare il cellulare”.

Alla fine ad incastrare il pensionato sono state proprio le sue due vittime. L’uomo ha infatti avuto un incontro chiarificatore con i due giovani, ma poi è scappato con le due vittime alle calcagna. Una scena che non è sfuggita ad un agente della polizia in borghese che ha fermato il pensionato, rincorso dai due adolescenti, che correva con in mano ”un manufatto che riproduceva fattezze falliche ricoperto da un foglio di alluminio”. (repubblica.it)