«Freddie for a Day», l’importanza di essere Mercury per un giorno (e combattere l’Aids)

SOS1306950Gli artisti non muoiono: chissà quante volte avrete sentito dire che continuano a parlarci attraverso le loro opere. Le icone nemmeno: restano impresse nell’immaginario collettivo e durano nel tempo, quanto può durare la società dello spettacolo. Anche certe battaglie sono destinate a rimanere, ben oltre i limiti delle cose umane.

A quanto pare non esiste giorno migliore per certe riflessioni che il 5 settembre, anniversario della nascita di un certo Farrokh Bulsara, meglio noto come Freddie Mercury. Un artista autore di standard imprescindibili della musica popolare contemporanea come «We are the champions» e «Crazy little thing called love», un’icona riconoscibile nell’intero globo terracqueo, con quei baffetti alla Clark Gable, la stola regale sulle spalle nude e il microfono brandito come uno scettro, il simbolo della battaglia contro l’Aids.

Il 5 settembre, come ogni anno, si celebra il «Freddie for a Day», happening che attraverso l’evocazione dello spirito dell’indimenticabile front leader dei Queen punta a raccogliere fondi per le attività di ricerca e prevenzione del virus Hiv. Dietro c’è il potentissimo Mercury Phoenix Trust, benefica fondazione britannica che dal 1992, anno successivo alla tragica scomparsa della rockstar, fa capo agli ex Queen Brian May e Roger Taylor, a Jim Beach, già manager della band, e a Mary Austin, amica di vecchia data di Freddie. Funziona più o meno così: sodali dei Queen, personaggi celebri, fan ma anche semplici simpatizzanti si danno appuntamento in qualche luogo evocativo e indossano i panni di Mercury, che si tratti del completino in pelle sfoggiato ai tempi di «We will rock you» o della immortale casacca giallo canarino del «Live at Wembley». Gare per queen-maniaci e flash mob a tema saranno all’ordine del giorno. Il ricavato di ogni attività annessa andrà in beneficenza.

L’epicentro delle celebrazioni 2013 sarà neanche a dirlo Londra, dove a One Mayfair è in programma uno show che avrà come protagonisti il cantante degli Who Roger Daltrey, la ex Spice Girl Melanie C e il comico Al Murray. Personalità di provenienza molto diversa, accomunate dalla passione per Mercury. Se la causa vi sta a cuore, non avete in ogni caso bisogno di fare tanti chilometri: il «Freddie for a Day» si svolge in partnership con la catena Hard Rock Cafe che, in pieno approccio global, importa la festa in Italia. Che siate a Roma, Firenze o Venezia, cenerete con menù celebrativo e musiche dei Queen in sottofondo, potrete fare incetta di merchandising ufficiale e magari sfidare i vostri amici nell’imitazione del Nostro.

Lo spirito dovrebbe essere più o meno lo stesso del «Freddie Mercury Tribute Concert» che si tenne a Wembley il 20 aprile del 1992 con l’intervento di mezzo gotha del rock, l’all star live dai cui proventi sarebbe nato il Mercury Phoenix Trust: celebrare Freddie e raccogliere fondi per la lotta all’Aids. Il tutto senza prendersi troppo sul serio, come piaceva a lui. (sole24ore)