Concordia: “c’e’ il rischio che la nave si spezzi”

L98(AGI) – Roma, 12 set. – La Concordia potrebbe spezzarsi mentre vine rimessa in piedi nella complessa procedura di parbuckling che iniziera’ lunedi’ all’alba. Non ci sono preoccupazioni per la tenuta di “cavi” o di altre strutture realizzate per l’operazione: l’unico rischio e’ rappresentato, come ha sottolineato il capo della protezione civile Franco Gabrielli, dal “comportamento che la struttura della nave avra’ quando sara’ sottoposta alle sollecitazioni della rotazione”.”Il rischio maggiore e’ che le strutture non reggano agli sforzi a cui saranno sottoposte”. Nell’operazione saranno utilizzati cavi d’acciaio e piloni piantati nel fondale marino. “Tutti gli studi e le analisi – ha concluso Gabrielli – sono pero’ ipercautelativi”.

L’IPOTESI CHE NAVE SI SPEZZI E’ REMOTA

“L’ipotesi che il relitto si spezzi e’ un’ipotesi per noi remota” ha assicurato Gabrielli, illustrando l’operazione.
“Abbiamo ritenuto piu’ probabile – ha spiegato Gabrielli – l’ipotesi di riversamenti di sostanze nelle acque e per questo sono stati predisposti specifici piani per la salvaguardia dell’ambiente”. Il prefetto Gabrielli ha inoltre spiegato che e’ stato scelto questo periodo per l’operazione di raddrizzamento perche’ ritenuto “ottimale”. “Gli studi compiuti – ha spiegato Gabrielli – hanno accertato che se l’operazione fosse stata fatta in primavera avremmo avuto un rischio maggiore per la stessa possibilita’ di rimozione della nave”.
“Dobbiamo procedere adesso prima che arrivi lo scirocco – ha spiegato Nick Sloane, della Itan-Micoperi – il periodo dell’autunno e’ quello ideale. Occorre trovare la giusta finestra temporale, quella climatica, per concludere l’operazione”.

ALLA ROTAZIONE LAVORERANNO 500 PERSONE

Al progetto per il raddrizzamento lavoreranno 500 persone di 26 nazioni. Il personale che sara’ impiegato e’ costituito da 120 subacquei, 70 addetti ai lavori di saldatura e carpenteria, 60 tecnici e piloti, 60 addetti alla logistica e alla sicurezza, 50 ingegneri, 140 membri dell’equipaggio impegnati a bordo di 30 mezzi navali e 10 biologi provenienti dall’universita’ La Sapienza e di Genova. Le societa’ italiane impegnate nel progetto sono 150 mentre il porto di Piombino e’ quello che accogliera’ il relitto per le procedure di smantellamento.

LA RICERCA DEI CORPI DEI DISPERSI E’ PRIORITARIA

“La ricerca dei due corpi dei dispersi e’ per noi prioritaria e verra’ fatta quando la nave sara’ stabilizzata” ha riferito Gabrielli “Non smetteremo mai – ha aggiunto Gabrielli – di cercare i due corpi, fino alla fine”. (AGI) .