Chiusura dei Tribunali: chi ha incluso Rossano non conosce l’Ndrangheta

SOS1307190(di Angelo Jannone)

Vero è che ognuno pensa che il proprio orticello sia il più bello. E così magistrati e avvocati uniti da varie parti d’Italia stanno protestando per la chiusura di alcune sedi giudiziarie decisa in una logica di tagli. Ovviamente per tutti si tratta di sedi importanti, strategiche. Territori afflitti da fenomeni terribili di criminalità, di orchi e streghe cattive. Come Orvieto, come Melfi o come Sala Consilina per il quale si è mosso anche il sindaco/viceministro De Luca (che magari rinunciando al doppio incarico potrebbe far risparmiare qualche soldino in più).

Ma c’è qualche sede che è finita nel calderone per sbaglio. E tra queste vi è sicuramente Rossano Calabro. Molti non sanno, infatti, che Rossano, ridente cittadina dell’alto Jonico calabrese, come circoscrizione giudiziaria ha competenza sulla Sibaritide. Ossia un terzo della provincia di Cosenza. Territorialmente la più grande delle province calabresi.

Ma fin qui nulla di particolarmente significativo. Ma molti non sanno che Sibaritide equivale ad uno dei sette principali “locali” dell’Ndrangheta, da tutti ritenuta ormai da anni una delle più agguerrite organizzazioni mafiose al mondo. Da anni in quella zona, per decenni sottovalutata, ma cerniera strategica dei rapporti con altre mafie, come quella lucana del metapontino e pugliese del salento, si sono concentrate molte delle operazioni della Distrettuale Antimafia di Catanzaro.

Allora si potrebbe dire che non ci sarebbe bisogno di avere uffici giudiziari locali se vi è una Direzione Distrettuale Antimafia che, come ufficio di Procura, si occupa di quei reati. Se qualcuno lo afferma, non comprende che l’alimentazione alle inchieste di mafia arriva, come l’acqua dei torrenti nei fiumi, se vi sono uffici circondariali – è il caso di Rossano Calabro dove si istruiscono i tanti processi per i reati minori che rappresentano le punte degli iceberg della criminalità mafiosa. Ed è lo stesso decreto di proroga a riconoscere l’eccezionale condizione in cui versa questa circoscrizione calabrese.

Solo e unicamente a Rossano il decreto del Ministro della Giustizia Cancellieri, infatti, ha concesso la proroga finalizzata allo smaltimento non solo dei processi civili pendenti ma anche dei procedimenti penali: un implicito riconoscimento che la soppressione di quella sede di tribunale rappresenti un grave errore nella revisione della geografia giudiziaria.