Costa Concordia, poche ore al ribaltamento

SOS1307275Isola del Giglio, 15 settembre 2013 – Mancano poche ora all’avvio dell’operazione che dovrebbe rovesciare e raddrizzare la Costa Concordia (progetto di parbuckling) arenata all’isola del Giglio dal 13 gennaio dell’anno scorso. Nel primo pomeriggio la Protezione civile comunicherà se le operazioni potranno essere avviate domattina, come da programma, o se invece le previsioni meteo imporranno uno slittamento di qualche giorno. I rischi ci sono visto che secondo quanto detto dal capo della protezione civile Franco Gabrielli, si tratta di una operazione «mai tentata prima». La nave, una volta raddrizzata, potrebbe essere traghettata per lo smaltimento a Piombino «a condizione che il porto sia in grado di ricevere la nave al momento in cui lascerà l’isola del Giglio. Se non sarà possibile valuteremo le altre ipotesi», ha spiegato Gabrielli.

LA NAVE E IL PROGETTO – Il relitto della Costa Concordia è lungo 300 metri e pesa più di 114 tonnellate. Nel processo di costruzione di tutte le strutture previste per le operazioni di parbuckling e di rigalleggiamento sono state utilizzate più di 30mila tonnellate di acciaio, equivalenti a quattro volte la Tour Eiffel: il costo complessivo è di oltre 60 milioni di euro. Il parbuckling, letteralmente il ribaltamento del relitto o rotazione in assetto verticale, dovrebbe durare tra le 12 e le 24 ore, ma non è affatto escluso che l’intera operazione possa richiedere alcuni giorni, in quanto ogni movimento dovrà essere molto delicato e soggetto ad un costante controllo: è necessario infatti compensare al meglio le forze per far ruotare il relitto senza però deformare lo scafo. Sul sito creato ad hoc dal Consorzio italo-americano formato dalla Titan Salvage e dalla Micoperi (le imprese scelte da Costa Crociere) si sottolinea che la rotazione avverrà mediante martinetti idraulici (strand jacks) che metteranno in tensione cavi di acciaio fissati alla sommità dei 9 cassoni centrali ed alle piattaforme sulle quali andrà ad appoggiare il relitto dopo il suo raddrizzamento. (corriere.it)