Giangrande, ”Non sono un eroe, ho detto solo NO a Preiti”

SOS1307272Imola, 15 settembre 2013 – Era il 28 aprile quando è stato preso in pieno da un colpo d’arma da fuoco mentre era in servizio davanti a Palazzo Chigi. Ora il carabiniere Giuseppe Giangrande sta continuano la sua riabilitazione nella clinica a Imola, ma il ricordo di quei tragici attimi è rimasto indelebile: “Non sono un eroe. Preiti mi ha chiesto di passare lo sbarramento – racconta a Libero – nel momento in cui gli ho detto di no mi ha sparato”.
Luigi Preiti, l’attentatore, sarà processato il 20 novembre e per quella data le aspettative di Giangrande sono molto semplici: “Mi aspetto che venga punito in base ai capi d’imputazione e sia riconosciuto colpevole perché matto non è. Era molto lucido quando ha parlato con me. So che hanno già tentato di farlo passare per folle, ma la richiesta è stata respinta dal tribunale”. Insomma, il carabiniere non ha dubbi: Preiti era perfettamente consapevole di quello che stava facendo.

Segue il ricordo di quel drammatico giorno: “Mi sono trovato al posto giusto nel momento sbagliato. Se questo soggetto passava il blocco in un attimo di distrazione dei miei colleghi, era una strage. Con Preiti prima che sparasse ci ho parlato. Mi ha chiesto di passare lo sbarramento. Gli ho detto che era impossibile e ha scaricato tutto il caricatore su di me e i colleghi vicini”. Ci sono stati altri quattro feriti, tra cui un altro carabinierie, per fortuna nessun morto. Ora però Giangrande guarda avanti: a Natale tornerà a casa e non vede l’ora. “Ci stiamo preparando a fare il panettone in casa. Sono molto felice”